Politica
giovedì 12 febbraio 2026
Ex nido Alberone, via libera al Centro per l’autismo e alla nuova sede de Il Gabbiano
newsVia libera dal Consiglio comunale all’alienazione dell’immobile che ospitava il nido Alberone a Soria e che accoglierà il nuovo Centro per l’autismo e la nuova sede del centro socio-educativo Il Gabbiano.
La delibera, presentata dall’assessore al Patrimonio Riccardo Pozzi, è stata approvata all’unanimità e consente di modificare la destinazione d’uso dell’edificio, che passa da servizi scolastici a struttura socio-sanitaria.
Il sindaco Andrea Biancani, insieme agli assessori Riccardo Pozzi e Luca Pandolfi, ha definito il provvedimento un risultato atteso da anni dalle famiglie, che permette di superare una situazione di stallo e di dare finalmente una collocazione stabile a due servizi fondamentali per la città.
L’edificio era stato liberato dal nido Alberone, trasferito dal settembre 2025 nel nuovo Polo 0-6 anni “Il Faro”, ed è stato successivamente sottoposto a sopralluogo da parte dell’Azienda Sanitaria Territoriale, che ne ha certificato l’idoneità per la nuova funzione.
Secondo quanto illustrato dall’Amministrazione comunale, la struttura potrà ospitare in futuro almeno nove posti letto di tipo residenziale per adulti o per il servizio Sollievo, oltre a spazi dedicati alle persone con disturbo dello spettro autistico.
Accoglierà inoltre gli utenti del centro Il Gabbiano, che potrà passare dagli attuali 14 fino a un massimo di 24 posti, ampliando l’offerta del centro semi-residenziale oggi collocato nella corte dell’ex manicomio.
L’intervento si inserisce in un più ampio progetto di riqualificazione del complesso di San Benedetto, dove il Comune sta realizzando lavori per 1,3 milioni di euro nell’edificio ad “L” annesso all’ex lavanderia e ulteriori opere per circa 16 milioni di euro nella parte di propria competenza.
L’immobile sarà ora ceduto all’Azienda sanitaria, che provvederà agli interventi necessari per rendere gli spazi pienamente funzionali ai nuovi servizi.
L’Amministrazione ha sottolineato di aver scelto di destinare l’edificio a una funzione sociale, rinunciando a possibili utilizzi alternativi più remunerativi, per dare priorità a un progetto condiviso con Ast e rispondere alle esigenze delle famiglie che da tempo chiedono una struttura dedicata all’autismo, integrata nel tessuto urbano e non isolata dal resto della comunità.