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venerdì 25 settembre 2026

Ex Hotel Bucci a Fermignano, il Comune replica a Fermignano Rinasce: verifiche su pratiche edilizie e possibile CAS

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Ex Hotel Bucci a Fermignano, il Comune replica a Fermignano Rinasce: verifiche su pratiche edilizie e possibile CAS

L’Amministrazione comunale di Fermignano interviene sulle dichiarazioni diffuse dal gruppo consiliare Fermignano Rinasce in merito all’immobile di via dell’Industria 13, ex Hotel Bucci, e alla possibile destinazione della struttura a Centro di Accoglienza Straordinaria (CAS). Il Comune respinge l’interpretazione secondo cui l’amministrazione sarebbe rimasta inattiva sulla vicenda e sottolinea di essersi attivato fin dall’emergere dell’ipotesi di insediamento, coinvolgendo la Prefettura e gli altri soggetti competenti.

Secondo quanto precisato dall’amministrazione, sono state rappresentate alle autorità le preoccupazioni legate alla collocazione dell’immobile, alle sue caratteristiche e al possibile impatto sul territorio. La posizione del Comune rispetto all’eventuale apertura di un CAS, viene ribadito, sarebbe stata espressa pubblicamente e formalmente e non avrebbe subito modifiche.

Un passaggio riguarda la suddivisione dell’immobile in due subalterni, sulla quale il gruppo di opposizione ha richiamato alcune dichiarazioni del sindaco in Consiglio comunale. L’amministrazione precisa che le parole del primo cittadino non costituivano un avallo della scelta della proprietà, ma si riferivano alla motivazione fornita dal soggetto privato in merito alla configurazione dell’immobile. Per il Comune, dunque, conoscere o riferire una scelta effettuata da un privato non equivale né a condividerla né a certificarne la legittimità.

L’istanza presentata da Fermignano Rinasce sarà quindi esaminata dagli uffici comunali competenti. Saranno i tecnici, sulla base della normativa vigente e della documentazione depositata, a verificare l’eventuale presenza dei presupposti giuridici per l’esercizio dei poteri di autotutela. L’amministrazione sottolinea che la regolarità di una pratica edilizia deve essere accertata attraverso gli strumenti amministrativi previsti e non attraverso il confronto politico o le dichiarazioni sulla stampa.

Analogo principio viene richiamato per la prevenzione incendi. Le verifiche, precisa il Comune, spettano agli organismi competenti e devono tenere conto delle caratteristiche effettive della struttura, della sua configurazione, della capienza e dell’attività concretamente svolta. Qualora dovessero emergere irregolarità, l’amministrazione afferma che saranno adottati i provvedimenti previsti dalla legge.

Il Comune contesta inoltre l’accusa secondo cui il sindaco non starebbe intervenendo sulla vicenda o starebbe mettendo a rischio la sicurezza dei cittadini. L’amministrazione ribadisce che la sicurezza delle persone rappresenta una priorità e che proprio per questo, a suo giudizio, sono necessarie verifiche tecniche e amministrative fondate sugli atti e sul rispetto delle competenze.

Un ulteriore punto riguarda la distinzione tra procedura per l’eventuale apertura di un CAS e pratiche edilizie relative all’immobile. Si tratta, secondo il Comune, di procedimenti distinti, con competenze, responsabilità e soggetti coinvolti differenti. L’amministrazione assicura che continuerà a esercitare le proprie competenze e a sollecitare, per quanto di spettanza, l’intervento della Prefettura e degli altri enti interessati.

La posizione espressa dal Comune è quindi quella di proseguire attraverso verifiche tecniche, atti amministrativi e strumenti previsti dalla legge, senza sostituire le valutazioni degli uffici e degli organismi competenti al confronto politico.

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