Politica
venerdì 02 gennaio 2026
Energie rinnovabili, Vitri sollecita la Regione Marche: “Definire subito le aree idonee e non idonee”
newsÈ già trascorso oltre un mese dall’approvazione in Parlamento del decreto legge n.175 sulle fonti energetiche rinnovabili e la Regione Marche deve ora dotarsi con urgenza di una normativa regionale o di un provvedimento attuativo per definire le “aree idonee” e le “aree non idonee” all’installazione degli impianti.
A sollecitare un intervento rapido è un’interpellanza presentata alla Giunta regionale dalla consigliera dem Micaela Vitri.
Il decreto, approvato lo scorso 21 novembre, impone infatti alle Regioni un termine massimo di 120 giorni per adeguarsi alle nuove disposizioni nazionali.
Nell’atto depositato in Consiglio regionale, Vitri chiede alla Giunta di chiarire quale posizione intenda assumere in sede di Conferenza Stato-Regioni in materia di energie rinnovabili, con particolare riferimento all’agri-voltaico e al fotovoltaico.
La consigliera sollecita inoltre la promozione di uno strumento normativo che tenga conto delle istanze di “piccola scala”, come i piccoli impianti domestici e le Comunità Energetiche Rinnovabili, prevedendo per queste tipologie un iter autorizzativo differenziato rispetto ai grandi impianti industriali, così da bilanciare decarbonizzazione, sviluppo energetico e tutela del territorio.
Secondo Vitri, le Marche rischiano di accumulare ulteriori ritardi nella tutela dell’ambiente, del paesaggio e della salute pubblica, a causa dell’immobilismo della Giunta regionale.
Un’urgenza che, a suo avviso, deriva anche dall’aumento di progetti energetici di grandi dimensioni, come il progetto eolico “Energia Monte Petralta” da 30 MW tra Piandimeleto e le aree limitrofe di Sestino, Borgo Pace e Carpegna, o le ipotesi di impianti agri-fotovoltaici nei Comuni di Sant’Angelo in Vado e Montecalvo in Foglia, già oggetto di mozioni consiliari.
La consigliera sottolinea come non sia possibile intervenire caso per caso, ribadendo la necessità di incentivare le energie rinnovabili negli spazi più idonei, a partire dalle aree industriali e dalla copertura dei tetti, salvaguardando al contempo il paesaggio e le vocazioni economiche del territorio, come turismo e agroalimentare.
L’auspicio è quello di arrivare rapidamente a uno strumento normativo basato su criteri chiari, trasparenti e condivisi con Comuni e comunità locali, capace di coniugare la transizione energetica con la salvaguardia dei territori.
Tra gli obiettivi indicati, anche la garanzia che i benefici economici derivanti dalla produzione energetica ricadano effettivamente sulle comunità locali, attraverso misure di compensazione, riduzione delle bollette, incentivi all’autoconsumo e sostegno alle comunità energetiche.