Politica
venerdì 07 agosto 2026
Emergenza idrica a Pesaro, Biancani: "Servono interventi strutturali, basta rinvii"
newsLa crisi idrica nelle Marche non può più essere affrontata con misure temporanee.
È la posizione espressa dal sindaco di Pesaro Andrea Biancani, che interviene dopo gli approfondimenti dedicati all'emergenza acqua, sostenendo che il problema sia ormai strutturale e richieda decisioni definitive.
Secondo Biancani, la politica deve superare la logica degli interventi emergenziali, come autobotti e ordinanze, e avviare opere in grado di garantire una gestione stabile delle risorse idriche.
Il sindaco individua tre priorità: uno sfangamento efficace dei tre invasi del Furlo, San Lazzaro e Tavernelle, il collegamento del pozzo del Burano alla rete idrica dell'entroterra e l'affidamento di un incarico tecnico per verificare la fattibilità di un nuovo invaso nella provincia di Pesaro e Urbino.
Nel comunicato, Biancani critica la Regione Marche, sostenendo che negli ultimi anni non siano stati compiuti passi concreti sullo sfangamento dei bacini gestiti da Enel.
Secondo il sindaco, soltanto un intervento deciso della Regione, in accordo con il Governo, potrebbe portare all'avvio di lavori in grado di aumentare la capacità di accumulo degli invasi e ridurre il rischio di emergenze estive.
Un'altra questione riguarda il pozzo del Burano, che secondo Biancani dovrebbe essere collegato direttamente alla rete idrica dell'entroterra. Il sindaco ritiene che questa soluzione consentirebbe di limitare il ricorso alle autobotti e di ridurre i costi di gestione del servizio, evitando ulteriori aumenti delle bollette.
Nel comunicato si afferma che, senza interventi strutturali, i rincari potrebbero superare il 10%.
Sul tema del nuovo invaso, Biancani chiede che l'ATO affidi un incarico a professionisti qualificati per valutare, sulla base di dati tecnici, se esistano le condizioni per realizzare una nuova infrastruttura, individuandone l'eventuale localizzazione e i benefici per il territorio.
Il sindaco conclude rivolgendo un appello alla Regione Marche e ai sindaci che fanno parte dell'ATO, dichiarandosi disponibile a sostenere le decisioni necessarie per affrontare la crisi idrica e invitando le istituzioni competenti ad assumersi la responsabilità delle scelte, ritenendo che ulteriori rinvii comporterebbero costi sempre maggiori per cittadini e imprese.