Politica
martedì 19 maggio 2026
Emergenza abitativa, oltre 50 assistenti sociali a Rosciano per il percorso PNRR sull’abitare sociale
newsOltre 50 assistenti sociali si sono riunite oggi al CODMA di Rosciano per la conclusione del percorso finanziato dal PNRR dedicato alla supervisione professionale sui temi dell’abitare sociale.
Un momento di confronto che ha coinvolto sei Ambiti Territoriali Sociali della provincia di Pesaro e Urbino insieme a operatori, rappresentanti istituzionali e realtà del terzo settore, con l’obiettivo di condividere esperienze, strumenti e buone pratiche legate all’emergenza abitativa.
Al centro dell’incontro, una delle questioni sociali più complesse del welfare contemporaneo: la difficoltà di accesso alla casa e il crescente numero di famiglie che si rivolgono ai servizi sociali per ottenere supporto abitativo.
Per il sindaco di Fano Luca Serfilippi, il fenomeno richiede un approccio condiviso e strutturato: “L’emergenza abitativa è reale e va affrontata con un approccio multifattoriale. A Fano, insieme all’assessore alle Politiche Sociali Lucia Tarsi, alla dirigente dell’Ambito Territoriale Sociale 6 Roberta Galdenzi e agli uffici del CUOI, incontriamo ogni giorno situazioni molto delicate: in un anno sono circa 200 le persone che si rivolgono ai nostri servizi. E 200 persone significano 200 famiglie”.
Serfilippi ha ricordato il lavoro già avviato con ERAP e ha rivolto un appello ai proprietari privati affinché aderiscano agli avvisi pubblici per mettere a disposizione alloggi.
“Il Comune ha creato un fondo di garanzia a tutela dei proprietari proprio per favorire nuove locazioni e dare una risposta concreta a una domanda sempre più alta. Mettere a disposizione una casa oggi significa aiutare concretamente persone e famiglie che rischiano di trovarsi senza un luogo in cui vivere”.
Sulla stessa linea l’assessore alle Politiche Sociali Lucia Tarsi: “L’emergenza abitativa è una delle questioni sociali più urgenti che stiamo affrontando. Nessun ente può rispondere da solo a un bisogno così complesso. Per questo il lavoro con gli Ambiti, con ERAP, con il terzo settore e con i proprietari privati diventa fondamentale”.
Per Roberta Galdenzi, dirigente dell’Ambito Territoriale Sociale 6, il tema dell’abitare va affrontato in modo ampio: “La casa non può essere letta soltanto in chiave urbanistica, ma anche nella sua dimensione sociale, educativa e comunitaria. È il primo spazio in cui si costruiscono autonomia, stabilità e inclusione”.
L’incontro al CODMA ha rappresentato così un’occasione di sintesi e coordinamento tra territori, confermando la necessità di rafforzare reti e strumenti per affrontare un’emergenza sempre più diffusa.