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lunedì 25 maggio 2026

Electrolux, Regione boccia il piano: “Inaccettabile la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi”

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Electrolux, Regione boccia il piano: “Inaccettabile la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi”

Netto rifiuto da parte della Regione Marche al piano industriale presentato da Electrolux che prevede la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi e il licenziamento di 170 dipendenti. 

La posizione è stata ribadita nel corso del tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per affrontare la vertenza legata al sito produttivo marchigiano.

“Per quanto ci riguarda questo piano industriale è irricevibile e inaccettabile”, ha dichiarato il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, spiegando che al tavolo ministeriale è stato chiesto con forza il ritiro del progetto presentato dall’azienda. 

Secondo Acquaroli, le difficoltà che stanno attraversando il comparto manifatturiero europeo – dai costi energetici alle tensioni internazionali – non possono essere scaricate sui territori e sui lavoratori.

L’incontro si è svolto alla presenza del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e del ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. 

Hanno partecipato anche l’assessore regionale al Lavoro Tiziano Consoli, la sindaca di Fabriano Daniela Ghergo, le organizzazioni sindacali, rappresentanti istituzionali e territoriali coinvolti nella vertenza e la proprietà aziendale. Presenti inoltre il viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Vannia Gava e il sottosegretario al MIMIT Fausta Bergamotto.

Durante il confronto è stata espressa forte preoccupazione per le conseguenze occupazionali e produttive che la chiusura dello stabilimento potrebbe avere sul Fabrianese e sull’intero comparto dell’elettrodomestico marchigiano. 

Regione Marche, enti locali e sindacati hanno chiesto l’apertura di un confronto concreto per individuare soluzioni alternative in grado di garantire continuità produttiva e tutela dei livelli occupazionali.

“Non si può pensare di risolvere una fase complessa attraverso lo smantellamento di un presidio produttivo come quello di Cerreto d’Esi”, ha aggiunto Acquaroli, ricordando oltre cinquant’anni di storia industriale del sito e il ruolo strategico svolto dal distretto fabrianese nel settore dell’elettrodomestico.

Nel corso dell’incontro è stata inoltre evidenziata la necessità di un impegno condiviso tra Governo, Regione, enti locali e parti sociali per affrontare una crisi che coinvolge non solo un singolo stabilimento ma un intero territorio con una consolidata tradizione manifatturiera. Regione Marche, amministrazioni locali e organizzazioni sindacali hanno confermato la volontà di sostenere lavoratrici e lavoratori e di promuovere ogni iniziativa utile a scongiurare la chiusura del sito produttivo di Cerreto d’Esi.

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