Politica
martedì 12 maggio 2026
Electrolux, annunciati 1700 esuberi e la chiusura di Cerreto d'Esi - Ricci: "Subito tutele per i lavoratori"
newsL’annuncio di 1.700 esuberi da parte di Electrolux e della chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi approda al Parlamento Europeo.
A intervenire è Matteo Ricci, europarlamentare del Partito Democratico, che ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea chiedendo misure urgenti a tutela dei lavoratori coinvolti e delle loro famiglie.
«La chiusura di Cerreto d’Esi rappresenta un colpo durissimo per le Marche e per tutto il manifatturiero italiano – dichiara Ricci –. Per questo ho chiesto che venga fatto tutto il possibile per sostenere i dipendenti e difendere il tessuto produttivo del territorio».
Al centro dell’interrogazione la richiesta di attivare il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, strumento destinato a sostenere i lavoratori colpiti da licenziamenti collettivi e processi di ristrutturazione industriale.
L’europarlamentare ha inoltre chiesto chiarimenti sulle modalità con cui Electrolux intende rispettare gli obblighi previsti dalla normativa europea in materia di informazione e consultazione preventiva dei lavoratori nei casi di licenziamenti collettivi.
«È fondamentale – sottolinea Ricci – che vengano garantiti tutti i diritti previsti dalle norme europee e che il confronto con i lavoratori sia reale e trasparente».
Secondo Ricci, la chiusura del sito produttivo marchigiano rischia di avere conseguenze profonde non solo sul piano occupazionale, ma anche sociale e demografico.
«Cerreto d’Esi è un territorio già fragile e il rischio concreto è quello di accelerare ulteriormente lo spopolamento industriale e abitativo dell’area. Governo e Regione devono muoversi immediatamente per difendere produzione, lavoro e comunità locali».
L’europarlamentare conclude chiedendo risposte rapide e concrete: «Difendere questi lavoratori significa difendere il Paese. Serve un impegno immediato delle istituzioni per evitare che questa crisi si trasformi in una ferita permanente per tutto il territorio marchigiano».