Politica

martedì 17 ottobre 2023

Da tutto il Consiglio Comunale di Pesaro "solidarietà a Israele per l'atto terroristico di Hamas del 7 ottobre"

Da tutto il Consiglio Comunale di Pesaro "solidarietà a Israele per l'atto terroristico di Hamas del 7 ottobre"

di Ufficio Stampa Comune di Pesaro

Il primo ordine del giorno discusso dall’assise è stato quello per dare “Solidarietà a Israele per l'attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023” - approvato all’unanimità, 27 i votanti - proposto dal consigliere Andrea Marchionni che ne ha spiegato l’urgenza «quanto accaduto nell’ultima settimana in Medio Oriente impone una presa di posizione e di esternare la vicinanza alle vittime, senza aspettare che certi avvenimenti diventino “freddi” e noi ci si faccia l’abitudine». Il consigliere ha poi illustrato l’odg: «Per condannare un’azione barbarica, studiata da anni per uccidere ogni forma di vita che ha avuto la sventura d’incontrare quest’orda di assassini». Per il consigliere quanto successo, «È un disastro anche per la “causa palestinese”, che si trova oggi identificata nel fondamentalismo di Hamas». L’ordine del giorno a firma di Marchionni chiede al Consiglio Comunale di Pesaro di condannare “fermamente questo atto terroristico barbaro che allontanerà ancor più la possibilità di una convivenza pacifica in quell'area, ed esprime la sua totale solidarietà e vicinanza al popolo israeliano in questo momento, ed in particolare alle famiglie delle vittime e dei rapiti”. Marchionni, ha poi aggiunto che «Sarebbe Bello che Pesaro facesse un gemellaggio anche con una città israeliana per toccare con mano entrambe le situazioni». 

Sul tema, i capigruppo di Maggioranza hanno presentato un emendamento (poi discusso e votato come ordine del giorno) sostitutivo con carattere d’urgenza “contro ogni forma di rappresaglia sulla popolazione israeliana e palestinese” approvato anch’esso all’unanimità, con gli stessi voti del precedente. A illustrarlo è stato il consigliere Michele Gambini che ha detto: «Quanto fatto da Hamas è ripugnante. Sono d’accordo con il consigliere Marchionni: non è possibile non denunciare quelle atrocità, si tratta di crimini assoluti». Gambini ha poi aggiunto che l’ordine del giorno dell’opposizione, «È chiaramente stato scritto nell’immediatezza degli eventi. Non nego che, col cuore empatizzo più per la “causa palestinese” ma di fronte a quanto successo, di fronte a una carneficina, a una mostruosità da condannare senza appello, questa cosa l’ho dimenticata». Gambini ha precisato che «Le stesse ragioni di umanità profonda che valgono per la solidarietà ad Israele non tollerano di non guardare anche cosa sta accadendo dall’altra parte: le vittime palestinesi devono avere la stessa dignità delle israeliane. Nell’immediatezza non sapevamo della reazione di Israele ma l’assedio di 2milioni di persone (che ha già prodotto un numero di morti quasi doppio rispetto a quelli israeliani, di cui 1/3 bambini) è fuori da ogni diritto internazionale e da ogni sentimento di giustizia». Per questo l’odg chiede una “condanna contro l’attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023 e contro ogni forma di violenza, di aggressione e di rappresaglia contro la popolazione civile, israeliana e palestinese”.

GLI INTERVENTI (RELATIVI A ENTRAMBI I DOCUMENTI) 

Manenti: «Riprendo il messaggio del Papa: non ci stiamo rendendo conto che stiamo correndo verso la terza guerra mondiale. E sembra una competizione proporre un emendamento di questo tipo».

Sperindei: «Solidarietà incondizionata alle vittime, che sono anche quelle palestinesi». E ancora, «All’Ucraina è stato garantito il diritto di difendersi e tutti hanno dato aiuti. Ma anche i palestinesi hanno diritto al loro territorio alla loro libertà. Perché non si mandano anche a loro gli stessi aiuti?».

T. Nobili: «Il nostro compito è creare ponti, per costruire un dialogo più forte. La situazione è drammatica. Entrare nel merito del conflitto e delle ragioni è fuori luogo ma dobbiamo decidere come posizionarci e se essere uniti o no».

Lugli: «Parlare di pace non basta bisogna crederci, e lavorarci. Per questo importante discutere di un tema come questo, che ha ampie ricadute locali e internazionali, in questa aula. Serve una trasversale condanna a ogni tipo di violenza. Per questo abbraccio entrambe le proposte arrivate in Consiglio»

Leonardi: «Quando si parla di umanità è assurdo dover sottolineare che non ci sono parti da dover prendere. E in base all’articolo 11 della Costituzione il “ripudia la guerra” dev’essere di tutti; perché tutti siamo umani».

C. Rossi: «Bel dibattito che ci sta unendo. Il popolo ebraico ha vissuto la Shoah, tra i fatti peggiori della storia. E La solidarietà che a questo popolo si tributa è dovuta, giusta e ricollegabile al percorso vissuto da questa popolazione. Ma ci vuole proporzione: il diritto alla difesa non può legittimare quello che sta accadendo ora».

Vanzolini: «Occorre schierarsi contro la guerra in generale e non con una parte. Per questo l’emendamento è giusto: era doveroso integrare con una condanna bipartisan l’ordine del giorno. Dobbiamo evitare di far passare un messaggio molto pericoloso, quello della legittimazione della violenza».

Andreolli: «Affrontiamo una discussione su fatti che tutti abbiamo condannato e che partono dall’assunto che Hamas non è il popolo palestinese. Il documento non muove dalla volontà di prendere una parte rispetto ad un'altra ma di riconoscere, in un periodo delimitato di tempo, chi sono stati gli aggrediti e chi gli aggressori. E non ho dubbi su chi sia l’uno e chi sia l’altro». 

Petretti: «Tutti gli interventi sono di condanna unanime sia per come si è svolta la prima fase condotta da Hamas, sia per la reazione di Israele che ne è scaturita».

G. Marchionni: «Grazie al collega Marchionni che tramite il suo ordine del giorno ci permette di ribadire che l’odio antisemita fa schifo, lo facciamo oggi a 80 anni dal rastrellamento del Ghetto di Roma».

Redaelli: «Tentativo di mettere a tema un contenuto racchiuso nella parola “pace” per cui vale la pena che ciascuno di noi smussi alcuni aspetti della propria idea. L’obiettivo è fare un passaggio ulteriore, condiviso, senza rinnegare le proprie appartenenze e il proprio pensiero».

A riportare la posizione della giunta è stata l’assessora alla Gentilezza Murgia: «Quella che stiamo facendo è una discussione su un tema ben più grande di noi. Ma è necessario richiamare la responsabilità di un’Amministrazione e di un Consiglio comunale di fronte ai fatti che stiamo vivendo. Tra il 1993 e i trattati di Oslo si è pensato che un dialogo pacifico tra Israele e Palestina fosse possibile; invece oggi torniamo a palare di un conflitto che pensavamo superato. È necessario allargare lo sguardo rispetto al conflitto e non patteggiare per una o l'altra parte, è una questione di umanità. Quest’assise si è sempre espressa a favore del contrasto all'odio, mi auguro lo confermi e che ci sia uno sguardo complessivo di pace rispetto alla situazione».

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