Politica
lunedì 12 gennaio 2026
Contributi per i caregiver familiari: domande aperte nell’Ambito sociale di Pesaro fino al 13 marzo 2026
newsC’è tempo fino al 13 marzo 2026 per presentare la domanda di contributo a sostegno del ruolo di cura e assistenza svolto dai caregiver familiari nei Comuni dell’Ambito Territoriale Sociale n.1, che comprende Gabicce Mare, Gradara, Mombaroccio, Montelabbate, Pesaro, Tavullia e Vallefoglia.
A darne comunicazione è l’assessore ai Servizi sociali del Comune di Pesaro e presidente del Comitato dei sindaci dell’ATS1, Luca Pandolfi.
L’intervento è rivolto ai familiari che, senza alcun rapporto professionale, si prendono cura quotidianamente di persone con disabilità o non autosufficienti.
«Si tratta di un lavoro silenzioso, spesso faticoso, ma essenziale per il benessere delle nostre comunità», sottolinea Pandolfi, evidenziando come il bando rappresenti non solo un aiuto economico, ma anche un riconoscimento del valore sociale ed economico del caregiver familiare.
L’avviso pubblico è finanziato attraverso il Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità, con risorse assegnate dalla Regione Marche all’Ambito Territoriale Sociale n.1 per un importo complessivo di 45.947 euro.
Il Comune di Pesaro, in qualità di ente capofila, curerà la definizione di una graduatoria unica e l’erogazione dei contributi, che ammontano a 1.200 euro per ciascun beneficiario, per un totale di 38 caregiver sostenuti.
Tra i requisiti previsti, la persona assistita deve essere in possesso del riconoscimento della disabilità gravissima e del relativo contributo riferito all’annualità 2025.
La graduatoria delle domande ammissibili sarà predisposta sulla base del valore ISEE del caregiver familiare, privilegiando i redditi più bassi, secondo i parametri regionali.
I moduli di domanda sono disponibili presso i Servizi Sociali dei Comuni di residenza, previo appuntamento, e sui siti istituzionali dei Comuni appartenenti all’ATS n.1.
«Invito tutti i cittadini interessati a informarsi e a presentare domanda – conclude Pandolfi – perché prendersi cura di chi si prende cura degli altri è un dovere di tutta la comunità».