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mercoledì 11 febbraio 2026

Consiglio comunale, il centrodestra accusa il sindaco Biancani: “Tentativo di imbavagliare l’opposizione”

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Consiglio comunale, il centrodestra accusa il sindaco Biancani: “Tentativo di imbavagliare l’opposizione”

Tensione in Consiglio comunale a Pesaro durante l’ultima seduta dell’assemblea cittadina. 

I consiglieri di centrodestra Redaelli, Malandrino, Boresta, Canciani e Corsini (Fratelli d’Italia), Andreolli (Lega), Marchionni e Lanzi (Pesaro Svolta), Marinucci, Bartolomei e Dallasta (Forza Italia) accusano il sindaco Andrea Biancani di aver tentato di limitare il ruolo dell’opposizione nel corso dei lavori consiliari.

Secondo quanto dichiarato dai consiglieri, il primo cittadino avrebbe interrotto la seduta con urla e toni ritenuti intimidatori dopo pochi minuti dall’inizio del consiglio comunale. 

“Le intimidazioni, le urla e il tentativo di imbavagliare l’opposizione sono gravissime e assolutamente inaccettabili”, affermano in una nota congiunta.

Nel mirino anche un presunto episodio che coinvolgerebbe il presidente del Consiglio comunale, Enzo Belloni. I consiglieri riferiscono che il sindaco avrebbe suggerito di rallentare la lettura degli atti per ridurre il numero delle interrogazioni da discutere. 

“Si tratta di un fatto gravissimo”, sottolineano.

Il centrodestra richiama l’importanza dello spazio dedicato alle interrogazioni, che dura trenta minuti ed è considerato un momento fondamentale per l’esercizio delle funzioni di controllo e indirizzo politico da parte dei consiglieri comunali. 

Limitare o ostacolare questo spazio, secondo i firmatari, comprometterebbe il regolare svolgimento del Consiglio comunale e i principi democratici che ne regolano il funzionamento.

I consiglieri chiedono infine al presidente Belloni di garantire autonomia e corretto svolgimento dei lavori dell’assemblea. 

“È necessario che il presidente non accetti ingerenze e tuteli il ruolo del Consiglio comunale, compito rispetto al quale riteniamo che la sua conduzione risulti sempre più inadeguata”, concludono.

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