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martedì 10 marzo 2026

Comuni montani nelle Marche, il Consiglio regionale boccia la risoluzione dell’opposizione: protestano sindaci e minoranza

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Comuni montani nelle Marche, il Consiglio regionale boccia la risoluzione dell’opposizione: protestano sindaci e minoranza

Scontro politico in Consiglio regionale delle Marche, dove la maggioranza di centrodestra ha bocciato una risoluzione presentata dai gruppi di opposizione a sostegno dei 29 sindaci marchigiani i cui Comuni sono stati esclusi dalla qualifica di territori montani prevista dalla normativa nazionale.

La proposta riprendeva integralmente l’appello dei primi cittadini alla Regione Marche, chiedendo una revisione dei criteri stabiliti dal Governo guidato da Giorgia Meloni per la definizione dei territori beneficiari della cosiddetta legge sulla montagna.

Secondo i gruppi di opposizione – Partito Democratico, Alleanza Verdi Sinistra, Movimento 5 Stelle, Lista Ricci e Progetto Marche Vive – il voto rappresenta «un punto di non ritorno», accusando la Giunta guidata dal presidente Francesco Acquaroli di non aver assunto una posizione a tutela dei territori interessati.

Al termine della votazione, i consiglieri di minoranza hanno incontrato i sindaci dei 29 Comuni arrivati ad Ancona per assistere al dibattito, i quali hanno espresso forte delusione e amarezza per l’esito della seduta. I primi cittadini hanno ribadito la necessità di una risposta istituzionale unitaria della Regione, sottolineando che la decisione rischia di compromettere servizi essenziali e prospettive di sviluppo delle aree interne marchigiane.

La risoluzione, presentata a prima firma della consigliera del Movimento 5 Stelle Marta Ruggeri, riprendeva il documento elaborato dai sindaci dei Comuni esclusi, molti dei quali considerati montani o parzialmente montani fin dal 1952.

«Dopo il rinvio tattico della settimana scorsa – ha dichiarato Ruggeri – la maggioranza ha votato contro la mozione, di fatto votando contro i 29 Comuni che avevano presentato il documento unitario. Parliamo di territori amministrati da sindaci di tutti gli schieramenti politici, che sono riusciti a trovare una posizione comune, mentre in Regione non si è riusciti a difendere queste comunità».

La consigliera ha inoltre criticato la gestione della questione da parte del Governo nazionale e del ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli, sostenendo che i nuovi criteri penalizzerebbero diversi territori dell’Appennino marchigiano.

Opposizione e amministratori locali hanno comunque annunciato la volontà di proseguire la battaglia istituzionale, sottolineando che la questione non riguarda il colore politico ma il futuro demografico, sociale ed economico delle aree montane delle Marche.

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