Politica
venerdì 06 marzo 2026
Comuni montani nelle Marche, Cesetti (PD) attacca la Regione: «Penalizzate 29 amministrazioni»
newsLa nuova classificazione dei Comuni montani torna al centro del confronto politico nelle Marche.
Il consigliere regionale del Partito Democratico Fabrizio Cesetti denuncia il rischio di una penalizzazione significativa per il territorio e critica la decisione della maggioranza di centrodestra di impedire il voto su una mozione presentata dalla minoranza.
Secondo Cesetti, il documento avrebbe impegnato la giunta guidata dal presidente Francesco Acquaroli ad attivarsi nelle sedi istituzionali per chiedere la revisione della legge nazionale sui criteri di classificazione dei Comuni montani.
«Senza una modifica di quella norma – sostiene – le Marche verranno drammaticamente penalizzate».
Il consigliere ricorda inoltre che la Regione avrebbe già espresso voto favorevole alla norma in sede di Conferenza Stato-Regioni.
L’esponente dem ritiene che l’unica strada possibile sarebbe stata l’impugnazione della legge davanti alla Corte costituzionale, prevista dall’articolo 127 della Costituzione entro sessanta giorni dalla pubblicazione della norma.
«Il presidente poteva esercitare questo potere – afferma – ma non lo ha fatto e ormai i termini sono scaduti».
Una scelta che, secondo Cesetti, avrebbe impedito di contestare la norma che esclude 29 Comuni marchigiani dallo status di Comune montano.
Il consigliere ricorda inoltre che una legge regionale del 2007 consente al Consiglio delle Autonomie Locali di segnalare eventuali lesioni dell’autonomia locale da parte di provvedimenti statali, con la possibilità di promuovere ricorsi alla Corte costituzionale.
Secondo Cesetti, le conseguenze della nuova normativa rischiano di incidere su diversi ambiti della vita delle comunità locali.
«A pagare il prezzo più alto – conclude – saranno le imprese, in particolare quelle agricole che perderanno alcune agevolazioni, ma anche i cittadini, con possibili riduzioni dei servizi, e i Comuni delle aree interne che potrebbero vedere diminuire le risorse per la prevenzione del dissesto idrogeologico e per il mantenimento dei servizi scolastici».