Politica
mercoledì 25 febbraio 2026
Comuni montani, l’allarme di Alessia Morani: “Così si desertifica l’entroterra della nostra provincia”
news«Quello che sta accadendo ai danni della provincia di Pesaro e Urbino è un disegno politico chiaro: un progressivo smantellamento dei diritti e delle opportunità per il nostro entroterra».
È l’allarme lanciato da Alessia Morani in merito alla nuova classificazione dei comuni montani definita dalla Legge 131/2025 e dai recenti accordi Stato-Regioni.
Secondo Morani, la riforma, sommata alla strategia per le aree interne, configura un vero e proprio “assedio” a famiglie e imprese del territorio, con il rischio di una desertificazione economica e sociale senza precedenti.
La nuova mappa della montagna pesarese riduce drasticamente i comuni riconosciuti come montani: dei 33 che storicamente godevano delle tutele previste, ne restano soltanto 24.
Nove centri sono stati esclusi sulla base di criteri altimetrici che, secondo la nota, ignorano la reale conformazione geografica e sociale dell’Appennino.
Tra i casi più critici figurano Urbino e Sassocorvaro Auditore, la cui esclusione comporterebbe la perdita delle deroghe ministeriali sul numero minimo di studenti iscritti, con conseguente rischio di accorpamenti e chiusure di plessi scolastici nelle aree più isolate.
Le ricadute riguardano anche il settore agricolo: gli operatori che lavorano in territori svantaggiati perderebbero contributi e agevolazioni fiscali fondamentali per le zone montane.
Un impatto diretto su comparti già in difficoltà, come il biologico e l’allevamento locale, che rappresentano un presidio economico e ambientale dell’entroterra.
«Definire Urbino, città simbolo dell’entroterra e capoluogo di provincia, come non montana è un insulto alla geografia e alla storia», afferma Morani, che chiede un intervento immediato della Regione Marche affinché venga esercitata ogni pressione possibile per il reintegro dei comuni esclusi.
«Non è una battaglia di campanile, ma una questione di sopravvivenza per un’intera comunità. La provincia di Pesaro e Urbino non può diventare la Cenerentola d’Italia per effetto di scelte che guardano solo ai numeri e non alle persone».