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giovedì 23 aprile 2026

Cassa integrazione nelle Marche, Ruggeri (M5S): “Dati allarmanti, serve un cambio di passo immediato”

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Cassa integrazione nelle Marche, Ruggeri (M5S): “Dati allarmanti, serve un cambio di passo immediato”

“I numeri non mentono”: così Marta Ruggeri, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Regione, commenta i dati sulla cassa integrazione nelle Marche diffusi da CGIL Marche relativi al primo trimestre 2026. 

Secondo Ruggeri, i dati smentiscono la narrazione ottimistica della Giunta regionale e confermano una crisi profonda del sistema economico locale.

Nel periodo gennaio-marzo sono state autorizzate complessivamente 11,4 milioni di ore tra CIG, FIS e fondi di solidarietà, di cui 11,3 milioni riferite alla sola cassa integrazione. 

Un incremento del 61% rispetto allo stesso periodo del 2025, con oltre 4,3 milioni di ore in più. “In due anni la cassa integrazione è triplicata – sottolinea Ruggeri – un dato che non lascia spazio a interpretazioni”.

Particolarmente significativo il confronto con il resto del Paese: mentre nel Centro Italia le ore di CIG registrano un calo dell’11,3% e a livello nazionale del 23,9%, le Marche mostrano un andamento opposto, arrivando a rappresentare il 49,2% del totale delle ore di cassa integrazione del Centro Italia, un livello che non si registrava dal 2009.

La consigliera richiama anche le valutazioni del sindacato, evidenziando come le criticità non possano essere attribuite esclusivamente al contesto internazionale o all’aumento dei costi energetici. 

“Nelle Marche – afferma – emerge un problema strutturale del sistema manifatturiero, accompagnato da una perdita crescente del potere d’acquisto, che rischia di spingere la regione verso una fase recessiva”.

Il comparto più colpito resta quello industriale, con oltre 11,1 milioni di ore autorizzate e un aumento del 63,4%, in particolare nei settori della meccanica e del legno. Tuttavia, segnali di difficoltà si registrano anche nel terziario, con un incremento della cassa integrazione nel commercio. 

“Non è più solo l’industria a soffrire – aggiunge Ruggeri – ma l’intero tessuto economico regionale”.

Secondo la consigliera, le conseguenze sociali sono rilevanti: ogni lavoratore in cassa integrazione perde mediamente circa 4.400 euro l’anno, con effetti diretti sul reddito delle famiglie e sulla tenuta dell’economia locale.

Ruggeri riconosce la validità di strumenti come il Fondo ASSIST e il programma GOL, ma li ritiene insufficienti senza una reale domanda di lavoro. Critiche anche alla ZES Unica, considerata utile per attrarre investimenti ma non adeguata a rispondere all’emergenza immediata delle imprese.

Da qui la richiesta di un cambio di passo: un piano straordinario di politica industriale, misure mirate per i settori più colpiti, estensione degli interventi al terziario e un confronto continuo con le parti sociali. 

“Senza interventi incisivi – conclude – il rischio è una perdita permanente di posti di lavoro e un indebolimento progressivo del sistema produttivo marchigiano”.

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