Politica
lunedì 13 luglio 2026
Carenza idrica nell'entroterra di Pesaro e Urbino, Ruggeri: «Subito lo sfangamento dell'invaso del Furlo»
newsLa crescente carenza idrica nell'entroterra della provincia di Pesaro e Urbino riporta al centro del dibattito la necessità di interventi strutturali sulla gestione delle risorse idriche.
A intervenire è la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Marta Ruggeri, che ha depositato una nuova interrogazione in Consiglio regionale per chiedere chiarimenti sullo stato delle operazioni di sfangamento dell'invaso del Furlo, considerato un'opera strategica per incrementare la capacità di accumulo dell'acqua.
L'iniziativa arriva dopo la diffusione dei dati di Marche Multiservizi, secondo cui nei primi sei mesi dell'anno sono stati trasportati oltre 10 mila metri cubi d'acqua tramite autobotti, destinati soprattutto ai comuni dell'entroterra pesarese, a conferma di una situazione che, secondo Ruggeri, non può più essere affrontata solo in emergenza.
La consigliera ricorda di aver presentato cinque interrogazioni in sei anni per sollecitare il recupero della piena funzionalità dell'invaso del Furlo, oggi ridotto di circa il 50% della sua capacità a causa dell'accumulo di sedimenti.
L'obiettivo è aumentare la disponibilità idrica e rendere il bacino uno strumento più efficace per affrontare i periodi di siccità che colpiscono con sempre maggiore frequenza il territorio.
Secondo Ruggeri, nonostante gli annunci della Regione Marche e le risorse individuate, i lavori non sarebbero ancora partiti.
Per questo l'interrogazione chiede alla Giunta regionale di riferire sullo stato delle procedure, sui tempi previsti per l'avvio degli interventi e sulle iniziative per coordinare gli enti coinvolti, evitando ulteriori ritardi.
La consigliera richiama inoltre la recente tragedia avvenuta nell'area della diga del Furlo, sottolineando la necessità di fare piena chiarezza anche sul cronoprogramma delle opere.
Per il Movimento 5 Stelle, i dati sulla crisi idrica dimostrano come sia indispensabile programmare interventi di lungo periodo.
Ogni metro cubo di capacità recuperato nell'invaso del Furlo, conclude Ruggeri, rappresenta un investimento nella sicurezza idrica e nella resilienza del territorio, sempre più esposto agli effetti della siccità.