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domenica 04 ottobre 2026

Biosfera Pesaro, il centrodestra presenta un esposto alla Corte dei Conti

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Biosfera Pesaro, il centrodestra presenta un esposto alla Corte dei Conti

La vicenda della Biosfera di piazza del Popolo approda alla Corte dei Conti. I consiglieri comunali di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Pesaro Svolta e Gruppo Misto hanno presentato un esposto alla Procura regionale della Corte dei Conti delle Marche chiedendo di verificare la gestione delle risorse pubbliche impiegate per l’installazione LED realizzata nell’ambito del progetto CTE Square.

Secondo i consiglieri, l’opera è costata 629.850 euro oltre IVA, mentre ulteriori 141 mila euro sarebbero stati destinati nel 2025 alla manutenzione e allo sviluppo della Biosfera fino al 2027. Nel complesso, il centrodestra solleva interrogativi sulla procedura di affidamento, sulla determinazione del prezzo e sull’effettivo utilizzo dell’installazione.

Uno dei primi aspetti contestati riguarda la scelta del fornitore. Secondo quanto sostenuto dai consiglieri nell’esposto, nel maggio 2023 la Fondazione Pescheria avrebbe raccolto tre proposte per l’installazione, individuando quella di Federico Rossi. Successivamente il Comune avrebbe invitato alla procedura un solo operatore, Artifact S.r.l., società amministrata dallo stesso Rossi. I consiglieri chiedono alla Corte dei Conti di verificare la correttezza dell’iter e le circostanze che hanno portato all’affidamento.

Nel documento viene inoltre evidenziata la tempistica relativa alla costituzione della società e all’aggiudicazione. Il centrodestra sottolinea che Artifact S.r.l. sarebbe stata costituita il 7 settembre 2023 e attivata in Camera di Commercio il 20 novembre, sei giorni dopo l’aggiudicazione, mentre l’impresa aveva già ricevuto la consegna dei lavori in via d’urgenza e un anticipo di quasi 189 mila euro. Anche su questi elementi i consiglieri chiedono verifiche da parte degli organi competenti.

Un secondo punto riguarda il valore economico dell’appalto. I consiglieri contestano la base di gara, fissata a 650 mila euro oltre IVA, sostenendo che negli atti non sarebbe presente una documentazione sufficientemente dettagliata sulla formazione dell’importo. Viene inoltre evidenziato che due delle proposte iniziali indicavano costi inferiori e che la proposta successivamente selezionata riportava una stima di circa 315 mila euro IVA e oneri compresi. Il contratto sarebbe stato poi sottoscritto per 629.850 euro oltre IVA.

L’opposizione richiama anche un documento di trasporto dal quale, secondo quanto riportato nell’esposto, risulterebbe che la sfera era stata ordinata il 18 ottobre 2023, nello stesso giorno dell’avvio della gara e prima della scadenza del termine per presentare le offerte. I consiglieri chiedono quindi di accertare come sia stato possibile procedere all’ordine prima della conclusione della procedura.

Nel mirino c’è anche il successivo contratto di manutenzione e sviluppo fino al 2027, affidato nel luglio 2025 alla stessa società per ulteriori 141 mila euro. Il centrodestra contesta il ricorso all’affidamento diretto motivato dall’asserita esclusività tecnologica e sostiene che le attività innovative previste dal capitolato, tra cui dataset territoriali, contenuti interattivi, machine learning e data visualization, non sarebbero ancora concretamente visibili. Si tratta, anche in questo caso, di valutazioni e contestazioni contenute nella posizione dei consiglieri e sottoposte alla verifica degli organi competenti.

Sul piano politico, il centrodestra sostiene che la Biosfera rappresenti una questione di trasparenza, programmazione e utilizzo delle risorse pubbliche. I consiglieri collegano la vicenda all’eredità di Pesaro 2024 e contestano all’Amministrazione una gestione che, a loro giudizio, non avrebbe prodotto i risultati attesi.

Parallelamente all’esposto alla Corte dei Conti, i consiglieri hanno presentato in Consiglio comunale una mozione con la quale chiedono al sindaco e alla Giunta di rimuovere la Biosfera da piazza del Popolo e sciogliere il contratto in essere. «Doveva essere il nostro albero della vita: è diventata il simbolo dello spreco di denaro pubblico», sostengono, chiedendo che la maggioranza si esprima sulla proposta in aula.

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