Politica

martedì 05 gennaio 2021

Biancani: "Test rapidi anche per studenti, docenti e personale, riaprire le scuole deve essere una priorità"

Biancani: "Test rapidi anche per studenti, docenti e personale, riaprire le scuole deve essere una priorità"

di Ufficio Stampa

«Inserire studenti, docenti e personale Ata tra le fasce della popolazione da sottoporre periodicamente a test rapidi per tracciare i contagi, così come avviene ad esempio per il personale sanitario, della sicurezza o per gli ospiti delle Rsa». 

E' il punto di partenza che Andrea Biancani (Pd), Vicepresidente del Consiglio regionale, considera indispensabile per programmare un'apertura stabile delle scuole. Già nelle scorse settimane, con due interrogazioni, una a metà novembre e l'ultima il 16 dicembre, Biancani aveva chiesto alla Giunta regionale di valutare "un sistema di monitoraggio della popolazione scolastica per intercettare i soggetti positivi asintomatici, così da ridurre il rischio di focolai alla riapertura". 

«Se vogliamo le scuole aperte – insiste Biancani – studenti, insegnanti e personale non docente vanno considerati tra quelle categorie particolari da sottoporre a screening gratuiti periodici anche se asintomatici e senza che avere necessariamente avuto un contatto diretto con un caso positivo accertato». Per la somministrazione, con l'obiettivo di favorire la massima capillarità, Biancani ipotizza diverse soluzioni, «direttamente all'interno degli edifici scolastici, coinvolgendo medici e pediatri volontari, la Croce Rossa e la Protezione Civile, oppure nell'ambulatorio del proprio medico di famiglia, nei laboratori privati attrezzati o negli stessi presidi ospedalieri». 

Un ruolo potrebbe essere svolto anche dalle farmacie, «così come avviene in quelle dell'Emilia Romagna, dove il test, gratuito e su prenotazione, può essere effettuato dalla popolazione scolastica una volta al mese». 

«Il tracciamento continuo e veloce nel mondo della scuola è più semplice che in altri contesti – aggiunge Biancani – e, oltre a prevenire focolai, consente anche una più rapida uscita dalla quarantena, dando stabilità alla didattica, tutelando il proprio contesto familiare e, indirettamente, anche il sistema del trasporto pubblico». 

«Lavoriamo insieme per riportare in sicurezza studenti e professori in classe, costruendo un sistema di prevenzione stabile, a tutt'oggi purtroppo ancora non definito, riconoscendo alla scuola il giusto valore. A due giorni dalla riapertura, appare più comodo pensare ad un'ulteriore proroga, piuttosto che garantire condizioni di sicurezza, da pianificare preventivamente, come da me richiesto da mesi. Se condividiamo il presupposto che la scuola è un luogo di crescita sociale e culturale, lasciare i giovani per due anni senza l'esperienza diretta delle lezioni avrà sicuramente ripercussioni nella loro formazione ed educazione».

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