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giovedì 11 dicembre 2025

Bernardi denuncia l'attacco sui social: «Usare la salute mentale come insulto è indegno»

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Bernardi denuncia l'attacco sui social: «Usare la salute mentale come insulto è indegno»

Il consigliere comunale Riccardo Bernardi denuncia pubblicamente l’attacco ricevuto sui social da Luca Pandolfi, esponente di Fratelli d’Italia, più volte candidato alle elezioni comunali e oggi membro del Consiglio di Quartiere di Villa Fastiggi. 

L’episodio è avvenuto in risposta a un post in cui Bernardi segnalava i disagi legati allo spostamento dei servizi di salute mentale dalla Cittadella di Muraglia verso nuove sedi a Vallefoglia.

 Sotto quella segnalazione, Pandolfi ha scritto: «Mi viene da pensare che non stai proprio benissimo di salute».

Bernardi definisce questo commento «spregevole e indegno», sottolineando come l’attacco sia stato rivolto a chi stava affrontando un tema delicato e a chi, come lui, ha scelto di raccontare pubblicamente la propria storia personale per combattere lo stigma. 

Ricorda inoltre che il trasferimento dei servizi sta già causando difficoltà concrete a pazienti, familiari e operatori, costretti a riorganizzare visite, terapie e supporti essenziali.

«Quando un rappresentante politico usa la salute mentale come insulto, non attacca me» osserva Bernardi «ma tutte le persone che convivono con disturbi psicologici e psichiatrici, e le famiglie che si confrontano con queste fragilità ogni giorno. La gravità aumenta perché il commento è stato pubblicato sotto un post dedicato proprio alla salute mentale, rivolto a me che ho scelto la trasparenza sulla mia storia personale».

Bernardi aggiunge che se per Fratelli d’Italia fosse normale ricorrere alla salute mentale come strumento per screditare una persona, emergerebbe «un problema serio di stile istituzionale e di rispetto della dignità umana». 

Si dice tuttavia certo che il partito saprà prendere le distanze da dichiarazioni che definisce «infelici e indegne». 

Conclude affermando che continuerà a parlare di questi temi perché «la salute mentale non deve essere motivo di vergogna e questa battaglia riguarda l’intera comunità».

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