Politica

lunedì 27 giugno 2022

Benemerenza della città al dott. Gnudi, Ricci: "Amareggiato dall'opposizione pesarese, rifletta"

Benemerenza della città al dott. Gnudi, Ricci: "Amareggiato dall'opposizione pesarese, rifletta"

di Ufficio Stampa Comune di Pesaro

«La benemerenza a Gnudi è il giusto modo per salutare in maniera degna e onorevole un medico simbolo della battaglia contro il Covid, che ha svolto la sua professione in un periodo storico difficilissimo, senza mai risparmiarsi». Lo ha affermato il sindaco di Pesaro Matteo Ricci in Consiglio comunale, durante la presentazione dell’ordine del giorno per il conferimento della benemerenza per elevati meriti al dott. Umberto Gnudi e al personale sanitario in prima linea nell’emergenza Covid. «I motivi sono ovvi e chiari: lui è stato il capitano che ha guidato il pronto soccorso di Pesaro, nel momento più difficile della Pandemia. Ha dimostrato competenza, capacità, spirito di squadra, in una situazione di grande sottodimensionamento della struttura. Ora lui non c’è più, e questo è un riconoscimento doveroso per salutarlo perché la città si è riconosciuta in lui e nelle sue battaglie». Prima quella contro il Covid-19, poi a favore della campagna vaccinale: «come lui tante persone sono state in prima linea, quindi giusto estendere la richiesta di benemerenza per elevati meriti a tutto il personale sanitario».  

Sulle polemiche di questi giorni Ricci afferma: «sono sorpreso e amareggiato da ciò che ho letto sui giornali da parte dell’opposizione. La città non si deve dividere su un ordine del giorno come questo.  Ricordo che lo scorso anno abbiamo dedicato un murales a tutti coloro che hanno lottato contro il Covid, senza dimenticare che ogni benemerenza ha un nome. È stato così, ad esempio, per Luigi Cuoco e Paolo Cevoli».  Poi sullo sfogo avuto da Gnudi lo scorso dicembre: «Ha detto qualche parola sopra le righe, ma andava compreso il suo stato d’animo. Aveva diritto di esprimere la propria opinione». Infine, «invito l’opposizione a tornare sui suoi passi e a riflettere sulle motivazioni per cui in tanti stanno andando via dall’ospedale».

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