Politica

venerdì 13 novembre 2020

ARERA aumenta le tariffe TARI: "Inaccettabile in questo momento per le famiglie"

ARERA aumenta le tariffe TARI: "Inaccettabile in questo momento per le famiglie"

di Ufficio Stampa

È un’opposizione ferma e convinta quella di Enrico Rossi, Sindaco di Cartoceto, contro quanto introdotto dalla delibera 443/2019 di ARERA, Autorità nazionale di regolazione per energia, reti e ambiente, per quanto riguarda i nuovi metodi di calcolo dei piani economici finanziari del servizio di igiene ambientale. 

La modifica infatti, produrrà un aumento delle tariffe Tari, a partire dal 2021, per la maggior parte dei Comuni. Questo ha dovuto constatare l’ATA, l’Assemblea Territoriale d’Ambito, una volta rielaborati i dati ricevuti dai soggetti gestori per ciascun Comune. A fronte poi della percentuale massima di aumento del 6,6% stabilita dall’Autorità nazionale, l’Assemblea provinciale ha deciso di arginare l’incremento ad una soglia di 5 punti percentuali. 

«È assolutamente inaccettabile - tuona Enrico Rossi, Sindaco di Cartoceto - in un momento così delicato e di grande fragilità a livello nazionale per il tessuto socio economico, dover assistere inermi alle modifiche calate per l’ennesima volta dall’alto e che specificamente genereranno dal 2021 un aumento della Tari. Il Governo intervenga immediatamente, per rivedere i nuovi metodi di determinazione dei pef, cioè delle tariffe, e per posticiparne l’entrata in vigore. Del resto, in passato, nell’ambito dell’energia elettrica, si era intervenuti con la proroga dei termini per la cancellazione del mercato tutelato, a favore di quello libero». 

«L’effetto prodotto si sostanzierebbe in un’enorme presa in giro - prosegue il Sindaco - perché da un lato, pur con limitate risorse finanziarie a disposizione nei propri bilanci, i Comuni sono chiamati a concedere agevolazioni tariffarie a famiglie ed attività economiche, come quelle tra l’altro previste da un’altra delibera Arera, la 158/2020, per la riduzione della parte variabile delle tariffe delle attività economiche. Dall’altro si rimettono le mani nelle tasche dei cittadini, dovendo dar seguito a questo tipo di imposizioni. Gli enti locali debbono poter riappropriarsi della propria potestà decisionale in materia tributaria.

E’ d’obbligo inoltre evidenziare che per quelle situazioni i cui aumenti dovessero superare il 5%, i Comuni sarebbero costretti ad attingere di nuovo dai propri bilanci per limitare l’incremento tariffario alla soglia predeterminata. Mi domando, quelle risorse aggiuntive, non appartengono forse sempre ai cittadini? Quest’ultimi non finirebbero per essere ulteriormente danneggiati a fronte di servizi o investimenti a cui gli enti locali sarebbero costretti a rinunciare?».

«Mi auguro - conclude il Sindaco Enrico Rossi -  che questo appello non sia vano e che altri decidano di sostenere la richiesta di revisione della delibera Arera, soprattutto alla luce delle contingenze negative di carattere economico, legate alla pandemia tuttora in corso».

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