Politica
venerdì 13 febbraio 2026
Amministrazione condivisa, Tinti (PD): «Strumento utile, ma senza memoria e visione non basta per il welfare»
newsL’approvazione del Regolamento sull’amministrazione condivisa con il Terzo Settore rappresenta un passo avanti sul piano normativo e organizzativo, perché chiarisce e struttura i percorsi di co-programmazione e co-progettazione in coerenza con le disposizioni nazionali e regionali.
Tuttavia, secondo il consigliere comunale di Fano (PD) Dimitri Tinti, è un errore raccontare questo passaggio come l’inizio di una stagione completamente nuova, cancellando quanto costruito negli anni precedenti.
Il percorso verso l’amministrazione condivisa nel welfare territoriale, infatti, nasce da una scelta politica avviata dall’Ambito Sociale Territoriale 6 insieme al Terzo Settore.
Lo dimostrano i tavoli di confronto documentati e il lavoro sulla valutazione dell’impatto sociale degli interventi coprogettati.
Le stesse dichiarazioni del sindaco Serfilippi e dell’assessora Tarsi richiamano cinque esperienze già attive – Passamano, Comunità solidale, Compitinsieme, 6 Vicino e 6 Plurale – che, ricorda Tinti, sono nate negli anni scorsi grazie alle decisioni del Comitato dei Sindaci dell’ATS 6 e continuano a operare perché hanno prodotto innovazione sociale e risposte concrete ai bisogni delle persone.
I dati economici confermano questa evoluzione: le risorse destinate alle coprogettazioni sono passate da circa 25 mila euro nel 2019 a oltre 700 mila euro nel 2023, frutto di una scelta politica precisa e del lavoro professionale del personale dell’Ambito.
Nel settembre 2023, su richiesta del Terzo Settore locale, il Comitato dei Sindaci dell’ATS 6 ha inoltre approvato un atto di indirizzo, poi votato dai nove Consigli comunali, per dare vita a un Patto territoriale sull’amministrazione condivisa collegato alla nascita dell’ASP come nuovo modello di gestione dei servizi sociali.
Quel percorso, ispirato anche all’esperienza di Bologna, indicata dallo stesso Terzo Settore, poneva al centro una visione di “welfare di comunità condiviso, sostenibile e generativo”, prevedendo anche un Comitato tecnico-scientifico come garanzia di metodo, qualità e trasparenza. Oggi, secondo Tinti, il rischio è che il nuovo Regolamento si limiti a indicare le modalità di partecipazione senza una cornice politica forte e una progettualità complessiva.
Per queste ragioni il gruppo PD in Consiglio comunale del Comune di Fano si è astenuto dal voto: il Regolamento viene giudicato utile, ma insufficiente se non accompagnato da memoria storica, visione strategica e da un vero Patto territoriale con il Terzo Settore. In assenza di questi elementi, l’amministrazione condivisa rischia di restare una buona procedura amministrativa e di non trasformarsi in un autentico progetto condiviso di welfare innovativo, capace di rispondere alle sfide sociali future della comunità fanese.