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martedì 20 ottobre 2026

Aumenti fino al 22% per gli abbonamenti universitari: protestano UDU Urbino e Rete degli Studenti Medi

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Aumenti fino al 22% per gli abbonamenti universitari: protestano UDU Urbino e Rete degli Studenti Medi

Gli aumenti degli abbonamenti universitari di Adriabus riaccendono il dibattito sul costo del trasporto pubblico e sul diritto allo studio nel territorio di Pesaro-Urbino. 

UDU Urbino e Rete degli Studenti Medi Pesaro-Urbino contestano i rincari, che secondo quanto riportato dalle organizzazioni arrivano fino al 22% e a 80 euro in più per un singolo abbonamento, e chiedono che la mobilità degli studenti venga considerata un servizio essenziale.

Le realtà studentesche sottolineano che le nuove tariffe si aggiungono alle spese già sostenute da chi frequenta scuole e università, tra affitti, vitto e materiali didattici. Il rischio, secondo UDU Urbino, è che raggiungere le sedi di studio diventi un ostacolo economico ulteriore per le famiglie e per gli studenti.

Rincari e modifiche agli orari delle corse

Alle contestazioni sui prezzi si aggiungono quelle relative alla modifica degli orari degli autobus. 

La Rete degli Studenti Medi di Pesaro-Urbino segnala disagi legati a collegamenti giudicati inadeguati, che in alcuni casi costringerebbero gli studenti a rientrare a casa troppo tardi.

«Questi cambiamenti stanno creando notevoli disagi agli studenti», afferma l’organizzazione, evidenziando le conseguenze sulla possibilità di dedicare tempo allo studio, alle attività extrascolastiche e alla vita personale. 

Per le rappresentanze studentesche, un servizio costoso e poco funzionale rischia di compromettere concretamente l’accesso all’istruzione.

Il diritto alla mobilità come parte del diritto allo studio

UDU Urbino e Rete degli Studenti Medi sostengono che il diritto allo studio non possa essere separato dal diritto alla mobilità. 

La possibilità di raggiungere scuole e università, così come di spostarsi tra i Comuni del territorio, viene indicata come una condizione fondamentale per garantire pari opportunità.

Le organizzazioni chiedono quindi a Regione Marche, Comune di Urbino e Adriabus, società partecipata che gestisce il servizio, di considerare le esigenze concrete della comunità studentesca. 

Nel loro comunicato criticano un approccio concentrato soprattutto sui costi e invitano a valutare anche la qualità, l’efficienza e la fruibilità dei collegamenti.

Secondo le rappresentanze, il trasporto pubblico non dovrebbe essere considerato soltanto una voce di spesa, ma uno strumento per favorire l’inclusione e la coesione territoriale. 

L’obiettivo dichiarato è ottenere un servizio accessibile, capace di rispondere alle necessità di chi vive e studia nella provincia.

Assemblea studentesca il 20 ottobre a Urbino

Per discutere della situazione, UDU Urbino e Rete degli Studenti Medi Pesaro-Urbino hanno annunciato un’assemblea aperta per martedì 20 ottobre 2026, alle 18.30, all’Auditorium dell’ex Chiesa della Biblioteca San Girolamo.

L’incontro sarà un’occasione di confronto sui rincari degli abbonamenti, sulle modifiche agli orari e sulle condizioni del trasporto pubblico per la popolazione studentesca.

«Studiare non deve diventare un privilegio per chi può permettersi il costo di arrivare a scuola o all’università», sostengono le organizzazioni, ribadendo la volontà di continuare la mobilitazione per una mobilità più accessibile nel territorio di Pesaro-Urbino.

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