Politica
mercoledì 28 ottobre 2026
Acquaroli sul caso Pistarelli: «La mia colpa è essermi affidato al mio ex capo di gabinetto»
news«La mia colpa è quella di essermi affidato al mio ex capo di gabinetto prima di questa vicenda». Con queste parole il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, ha commentato la nomina di Fabio Pistarelli, arrestato nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti per la ricostruzione post sisma e accusato di corruzione. Acquaroli ha precisato che la responsabilità a cui fa riferimento riguarda la scelta di affidargli l’incarico prima che emergessero le vicende giudiziarie.
Il governatore ha ricostruito il rapporto con Pistarelli durante il consiglio regionale aperto a Muccia e rispondendo alle domande dei giornalisti a margine della seduta. Come aveva già riferito nei giorni scorsi, conosceva il suo ex collaboratore dagli anni Novanta. Dopo la vittoria elettorale del 2020, lo aveva scelto come capo di gabinetto ritenendolo un professionista con esperienza nelle istituzioni e una conoscenza approfondita del territorio. Acquaroli ha ricordato che, pur non avendo sempre condiviso con lui lo stesso orientamento politico, considerava le sue competenze adatte al ruolo.
Secondo la ricostruzione del presidente, le prime criticità nel rapporto professionale sarebbero emerse verso la fine della prima legislatura. «Gli manifestai delle criticità rispetto a quello che mi aspettavo dal suo ruolo», ha dichiarato. L’incarico venne comunque prorogato per tre mesi. In quel periodo, ha spiegato Acquaroli, gli arrivarono alcune segnalazioni informali sul collaboratore, che riferì agli uffici di vigilanza del segretario generale della Regione per le verifiche del caso. «Non hanno avuto una fondatezza riscontrata», ha precisato.
Nonostante l’assenza di riscontri alle segnalazioni, Acquaroli ha affermato di aver successivamente chiesto a Pistarelli di fare un passo indietro. La decisione, secondo quanto riferito dal presidente, sarebbe stata legata al venir meno del rapporto di fiducia e alla distanza tra il comportamento del collaboratore e le indicazioni ricevute. «Un capo di gabinetto, un collaboratore apicale, non può andare in un luogo e fare esattamente il contrario di quello che io dico», ha dichiarato.
La vicenda si inserisce nell’inchiesta sugli appalti legati alla ricostruzione dopo il sisma. Le accuse contestate a Pistarelli restano da accertare nelle sedi giudiziarie competenti. Le dichiarazioni di Acquaroli ricostruiscono la scelta iniziale, le criticità riferite durante il rapporto professionale e le verifiche che, secondo il governatore, furono attivate prima della conclusione dell’incarico.