Politica
sabato 10 gennaio 2026
Accordo Mercosur, Coldiretti: «Migliorate le clausole di salvaguardia, ma mancano reciprocità e garanzie»
newsL’accordo Mercosur continua a non soddisfare Coldiretti, che ribadisce la propria contrarietà a un’intesa giudicata ancora squilibrata e priva di adeguate garanzie per l’agricoltura europea.
Secondo l’organizzazione, un miglioramento è stato ottenuto dal Governo italiano sulle clausole di salvaguardia, con l’abbassamento della soglia di intervento dal 10% al 5% per la tutela dei prodotti agricoli sensibili, ma questo passo avanti non è sufficiente.
Restano infatti critici i requisiti di reciprocità, considerati un punto essenziale.
L’Italia ha chiesto il divieto di importazione di prodotti contenenti residui di sostanze vietate in Europa, ma ora – sottolinea Coldiretti – spetta alla Presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen fornire risposte concrete.
Per l’organizzazione agricola, chi esporta verso l’Unione europea deve rispettare gli stessi standard produttivi, ambientali e sanitari imposti alle imprese agricole europee.
Coldiretti esprime inoltre una forte diffidenza nei confronti della Commissione europea, chiedendo che gli impegni assunti vengano tradotti rapidamente in regolamenti vincolanti, validi non solo per il Mercosur ma per tutti gli scambi commerciali.
L’obiettivo dichiarato è tutelare l’economia reale e i contadini che continuano a produrre all’interno del continente europeo, senza delocalizzare.
Secondo l’organizzazione, l’accordo nella sua forma attuale rischia di favorire in particolare l’industria chimica tedesca, produttrice di fitofarmaci vietati in Europa ma esportati nei Paesi del Mercosur, con il rischio che tali sostanze rientrino nel mercato europeo attraverso le importazioni alimentari, a discapito della salute dei consumatori.
La responsabilità, conclude Coldiretti, è ora interamente nelle mani della Commissione europea, dalla quale si attende un’iniziativa risolutiva a difesa degli standard europei. In assenza di risposte, proseguirà la mobilitazione permanente, con una nuova manifestazione annunciata a Strasburgo il 20 gennaio per ribadire il “no” a un accordo ritenuto inaccettabile.