Politica

sabato 20 giugno 2026

Aborto farmacologico nelle Marche, mozione dell’opposizione: “Applicare le direttive sulla RU486”

news
Aborto farmacologico nelle Marche, mozione dell’opposizione: “Applicare le direttive sulla RU486”

Garantire alle donne marchigiane il pieno accesso ai servizi previsti dalla normativa sull’interruzione volontaria di gravidanza (IVG) farmacologica

È questo l’obiettivo della mozione depositata in Consiglio regionale delle Marche da Marta Ruggeri, capogruppo del Movimento 5 Stelle, e sottoscritta da tutti i consiglieri delle forze di opposizione.

L’atto chiede alla Regione Marche di recepire formalmente le linee di indirizzo nazionali relative all’utilizzo della RU486, uniformando l’applicazione delle disposizioni ministeriali sul territorio regionale.

«Non è la prima volta che sollevo questa urgenza in questa legislatura», afferma Ruggeri, ricordando l’interrogazione presentata nei mesi scorsi sul tema. Secondo la consigliera, le rassicurazioni ricevute in Aula non si sarebbero ancora tradotte in provvedimenti concreti.

La mozione richiama alcuni dati relativi all’accesso all’IVG farmacologica nelle Marche. 

Secondo quanto evidenziato dalla capogruppo del M5S, nel 2025 le procedure farmacologiche avrebbero rappresentato il 38,9% delle interruzioni volontarie di gravidanza, una quota inferiore rispetto alla media nazionale. 

Il documento segnala inoltre che nel corso del 2026 non sarebbero state effettuate procedure in regime ambulatoriale e sottolinea l’elevata percentuale di medici obiettori presente nella regione.

Attraverso la mozione, le opposizioni chiedono alla Giunta regionale di procedere entro 60 giorni al recepimento della circolare ministeriale del 2020, che prevede la possibilità di utilizzare la pillola RU486 fino alla nona settimana di gestazione, sia in regime ambulatoriale sia con possibilità di assunzione domiciliare secondo le modalità previste dalla normativa nazionale.

«La legge 194 è una conquista di civiltà e non può essere svuotata nei fatti da inadempienze amministrative», sostiene Ruggeri. 

«Chiediamo che la Regione Marche si allinei alle evidenze scientifiche e garantisca percorsi sicuri, dignitosi e meno invasivi per le donne che scelgono di accedere a questo servizio».

La mozione sarà ora sottoposta all’esame del Consiglio regionale, che sarà chiamato a discutere le richieste avanzate dalle forze di opposizione sul tema dell’accesso all’aborto farmacologico nelle Marche.

Primo, registrazione presso il Tribunale di Pesaro n°3/2019 del 21 agosto 2019. P.Iva 02699620411

Primo utilizza Cookie di terze parti per personalizzare gli annunci pubblicitari e analizzare il traffico in ingresso. Fornisce informazioni ai Partner sul modo in cui utilizzi il sito, i quali potrebbero utilizzarle secondo quanto previsto delle proprie norme. Per saperne di più o negare il consento a tutti o alcuni cookie clicca su Maggiori Info. Chiudendo questo banner o proseguendo la navigazione acconsenti all’uso dei Cookie da parte dei servizi citati nell'Informativa Estesa.

Maggiori Info