Cultura
mercoledì 28 gennaio 2026
Urbino, nuovo anno accademico nel Giorno della Memoria: il richiamo del rettore e la lectio di Barbero
newsL’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo ha inaugurato l’Anno accademico 2025-2026, il 520° dalla fondazione, nel Giorno della Memoria, dedicato al ricordo delle vittime della Shoah e alla liberazione del campo di Auschwitz.
La cerimonia si è svolta nell’Aula Magna dell’Area Scientifico Didattica Paolo Volponi, aperta dall’Inno nazionale eseguito dal Coro 1506 di Uniurb.
Nel suo intervento inaugurale, il rettore Giorgio Calcagnini ha sottolineato come la Memoria rappresenti una ferita che non deve chiudersi, perché da essa passa una parte fondamentale della coscienza civile.
Ha evidenziato che inaugurare un nuovo anno accademico in questa data significa rallentare, interrogarsi e riconoscere il valore delle date che segnano la storia collettiva.
Il rettore ha illustrato le scelte organizzative e strategiche adottate nel corso del suo mandato, ricordando il riconoscimento ottenuto dall’Anvur, che ha valutato positivamente la maturità organizzativa dell’Ateneo e l’efficacia delle sue missioni istituzionali.
È stato ribadito il valore della partecipazione attiva di docenti, personale tecnico-amministrativo e studenti nei processi decisionali come elemento centrale dell’identità universitaria.
Sul piano delle iscrizioni, i dati presentati confermano una situazione di stabilità con crescita delle immatricolazioni dell’1,4%, pari a 4.558 studenti.
Particolarmente significativo l’aumento degli studenti internazionali, cresciuti del 76% rispetto all’anno precedente e quasi triplicati rispetto al 2020/2021, raggiungendo quota 722 iscritti con titolo estero.
Dopo gli interventi della rappresentante del personale tecnico-amministrativo Lucia Bernacchia e del presidente del Consiglio degli Studenti Manuele Uscov, la cerimonia è proseguita con la lectio magistralis di Alessandro Barbero, intitolata “L’invenzione rinascimentale del Medioevo”.
Lo storico ha ribadito come l’immagine del Medioevo come epoca buia sia una costruzione moderna, invitando a una lettura critica dei luoghi comuni storici.
La giornata ha così unito Memoria, riflessione civile e sapere accademico, riaffermando il ruolo dell’Università di Urbino come spazio di confronto, libertà critica e dialogo tra passato e futuro.