Cultura

lunedì 09 settembre 2019

Umanesimo Artificiale: chi è l'uomo in un mondo di computer intelligenti? - INTERVISTA

Umanesimo Artificiale: chi è l'uomo in un mondo di computer intelligenti? - INTERVISTA

di Luca Petinari

Chi è l'uomo in un mondo dove le intelligenze artificiali sono più intelligenti dell'essere umano stesso? Qual è il destino di un'umanità che sta sempre più abbandonando l'analogico a favore del digitale? Sono due domande che in prospettiva dell'ignoto possono spaventare. Non a Umanesimo Artificiale, associazione culturale based in Fano che proprio su questi interrogativi ha fondato una realtà che cerchi, attraverso l'arte e attività propedeutiche, una possibile risposta che definisca l'uomo di oggi e di domani. Caterina Barbieri, Robert Henke, addirittura sua maestà Jeff Mills e prossimamente Richard Devine, sono solo alcuni dei nomi che Umanesimo Artificiale è riuscito a portare a Fano, muovendo interessati da tutta Italia verso la città d'origine romana. Abbiamo scambiato qualche parola assieme a Filippo Rosati, tra i fondatori dell'associazione, per capire meglio il progetto e i suoi obiettivi.

Caterina Barbieri live alla Chiesa di San Francesco

Cos'è Umanesimo Artificiale e perché nasce?

Umanesimo Artificiale è un’Associazione Culturale che nasce con l’intento di interrogarsi, e spingere la nostra community ad interrogarsi, su che cosa significhi "essere umano" in quest’epoca di intelligenze artificiali. La tecnologia ha accompagnato - e molto spesso accelerato - il progresso dell'uomo fin dall'età della pietra, ma mai come in questo periodo la tecnologia ha raggiunto una potenza tale da permettersi di auto-apprendere e quindi di avvicinarsi sempre più al modo di pensare umano, appropriandosi di competenze che fino a qualche decennio fa erano impensabili per un computer, e ancor più impensabile era che un computer potesse svolgerle meglio di un professionista.

Tutto questo ci spinge a ridefinire chi siamo come individui e come individui all’interno della società. Questo percorso non può che partire da un processo di introspezione che noi umani siamo quasi obbligati a fare, e in questo l’arte può sicuramente aiutarci e giocare un ruolo molto importante.


Pensi che Fano o la nostra provincia siano un terreno fertile per coltivare il progetto e la sua idea?

Penso di sì. Tornando in zona dopo diversi anni all’estero, ho trovato un terreno fertile con giovani motivati e vogliosi di esplorare e sperimentare. Poi internet ormai ha abbattuto qualsiasi barriera fisica, quindi si può essere a Fano o su un’isola deserta e si è comunque connessi con il mondo. Inoltre Fano, città romana, è sempre stata un crocevia di persone e di idee, anche innovative ed avanguardiste, soprattutto sul panorama culturale. Senza andare indietro di 2000 anni, come non ricordare il festival de "Il Violino e la Selce" che nei primi anni 2000 ha portato a Fano artisti del calibro di Ryoji Ikeda e Pan Sonic (la stessa sera), Bjork in esclusiva nazionale, i Coil, Philip Glass e tantissimi altri (il Direttore Artistico del festival era un certo Franco Battiato). 

Robert Hencke live al Teatro della Fortuna

 Il rapporto uomo-macchina oggi è sempre più stretto: sia nell'arte che nella vita di tutti i giorni, siamo sempre più digitalizzati. Il vostro obiettivo è anche quello di sensibilizzare le persone sulle potenzialità e i limiti di questo rapporto?

Sicuramente sì. L’obiettivo non è solo quello di sensibilizzare ma di intraprendere un percorso che da un lato ti presenta il prodotto della simbiosi perfetta tra uomo e macchina, tra creatività e coding - attraverso performance immersive e potenti come quella dei Nonotak, Lumiere III di Robert Henke, il live di Fabrizio Rat - La Machina, il live modulare di Richard Devine - e dall’altro ti da la possibilità di approfondire e di apprendere attraverso gli incontri con gli artisti e i workshop che facciamo sul tema creative coding (utilizzo creativo della programmazione informatica) sia per adulti che per bambini. 


Avete già organizzato eventi che hanno avuto un ottimo riscontro di pubblico, siete soddisfatti?

In media il 60% del nostro pubblico arriva da fuori Provincia se non da fuori Regione; questo ci rende contenti ed orgogliosi da un lato, e dall’altro ci sprona a trovare il modo di coinvolgere di più il pubblico locale, rendendolo più ricettivo verso le arti digitali. Vorremmo creare una community locale solida che sia in grado anche di fare “peer pressure” sulle istituzioni affinché ci sia sempre più appoggio verso la media art e l’innovazione in generale. 

Jeff Mills live alla Rocca Malatestiana

Aver portato una leggenda della musica elettronica come Jeff Mills a Fano è stato un grande colpo, com'è nata l'idea?

L’idea è nata come una collaborazione tra Umanesimo Artificiale e il Fondo Peppe Nigra quando l’anno scorso il Fondo ci ha proposto di collaborare ad un evento insieme. L’obiettivo del Fondo Peppe Nigra è la divulgazione della ricerca e dello studio sul cinema realizzato da Peppe Nigra negli anni, quindi una sonorizzazione ci è sembrato il giusto punto di incontro tra Umanesimo Artificiale e il Fondo. Chi chiamare se non Jeff Mills per una sonorizzazione live? :) In realtà la scelta non è stata casuale: il 2019 è l’anno del 50esimo anniversario dell’allunaggio e ci piaceva celebrare l’unione di arte, scienza e tecnologia con la sonorizzazione di Jeff Mills - innovatore e grande appassionato di spazio e fantascienza - del film di Fritz Lang “Woman In The Moon” che mostra appunto come Fritz Lang nel 1929 si immaginava lo sbarco sulla Luna. Inoltre Woman In The Moon è stato il primo film scientifico di fantascienza perchè è basato sulle più evolute teorie scientifiche del tempo. 


Con il live di Caterina Barbieri a Fano avete svelato a molte persone un posto magico come l'ex Chiesa di San Francesco, che in molti magari non conoscevano. L'obiettivo dell'associazione è anche quello di riportare alla luce luoghi pochi conosciuti o dimenticati? O quantomeno di rivisitarli in un'ottica diversa?

Esattamente. Come dicevo prima la maggior parte del nostro pubblico viene da fuori e quindi è un nostro onore e crediamo anche un ònere quello di promuovere le bellezze della città. Purtroppo l’Italia è famosa per avere tantissime opere d’arte negli scantinati o nei caveau dei musei, e quello che esponiamo difficilmente lo valorizziamo nel modo giusto. La Chiesa di San Francesco è tra questi, ormai aperta solo per i matrimoni e poco altro. La performance di Caterina Barbieri, così come tutti gli artisti che abbiamo in programma per la prossima stagione al San Francesco, è un’occasione per presentare una bellezza architettonica e suggestiva come San Francesco da una prospettiva diversa, forse più emozionale ed evocativa rispetto ad una conferenza o una visita guidata. Qualcuno è uscito con gli occhi lucidi. 

Ex Chiesa di San Francesco

Il 15 settembre arriverà Richard Devine, sempre all'ex Chiesa di San Francesco: parlaci di questo appuntamento.

Richard Devine è un artista che seguiamo da tempo ed abbiamo avuto la fortuna di ritrovarcelo in Europa in queste settimane. Gli abbiamo proposto un live alla Chiesa di San Francesco e si è preso bene :) sarà un’altra occasione per esaltare gli spazi del San Francesco e creare un ponte tra tradizione ed innovazione, tra classicità e sperimentazione. Inoltre, ad aprire la performance di Devine ci sarà un progetto di 6 giovani artisti locali, la Bitnet Laptop Ensemble, 6 artisti e 6 laptop. Venite presto e con la mente aperta.


Per ora vi abbiamo visto impegnati in iniziative riguardanti perlopiù la musica: ci sono altri progetti in cantiere?

Già da diversi mesi, insieme all'Associazione FareCentro e alla MEMO - Mediateca Montanari, abbiamo aperto il CoderDojo di Fano negli spazi della MEMO dove facciamo laboratori gratuiti per bambini sul pensiero computazione e il coding; per gli adulti e i professionisti continueremo con i workshop su Processing, Touch Designer e altri linguaggi di programmazione per la media art e da Ottobre partiremo con una serie di workshop e performance di livecoding a cadenza mensile. Inoltre, stiamo lavorando ad un spazio espositivo “permanente” che possa essere anche il luogo per residenze artistiche e progetti installativi. Infine, vi consigliamo di tenervi liberi per il mese di Febbraio perchè il Carnevale di Fano è uno dei più antichi carnevali del mondo (dal 1347) e ci piacerebbe che diventasse anche il più futuristico :) per ora posso dire solo questo.

Richard Devine

Tutte le foto dalla pagina FB di Umanesimo Artificiale

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