Cultura
giovedì 08 gennaio 2026
“Sottovoce - La quiete forza del tratto”: a Gabicce Mare la retrospettiva di Adelio Pratelli
newsDal 10 gennaio, il Mississippi di Gabicce Mare ospita la mostra “SOTTOVOCE – La quiete forza del tratto”, retrospettiva dedicata ad Adelio Pratelli, promossa dalla famiglia Pratelli con il sostegno del Comune di Gabicce Mare e curata da Chiara Tonti. L’inaugurazione è in programma sabato 10 gennaio alle ore 16.30.
Con questa esposizione, la famiglia di Adelio Pratelli (12 novembre 1967 – 12 maggio 2024) sceglie di condividere con la comunità un lascito artistico discreto ma profondamente eloquente, composto da un corpus di opere che racconta la traiettoria interiore e creativa di un artista che ha spesso abitato i margini della comunicazione, cercando però un dialogo costante attraverso forme e linguaggi personali.
Le opere selezionate restituiscono una ricerca solitaria e stratificata, maturata nel tempo attraverso un lavoro silenzioso e autodidatta, in cui l’arte si configura come spazio di rifugio, resistenza e sopravvivenza.
Il tratto diventa veicolo di un linguaggio intimo, talvolta frammentario, che oggi emerge nella sua fragile forza e radicale autenticità.
La mostra si propone come un atto di ascolto, più che come una celebrazione.
Un tentativo di ridare voce a un dialogo rimasto a lungo sospeso, senza clamore, ma con attenzione e rispetto.
L’arte di Pratelli prende forma come gesto necessario, espressione di un’urgenza interiore che ha accompagnato e sostenuto la sua pratica nel tempo.
La condizione autodidatta non viene letta come limite, ma come dispositivo essenziale di un processo fondato su passione, ricerca e coerenza.
Attraverso questa restituzione pubblica, la famiglia intende far emergere una personalità rimasta spesso in ombra durante la vita dell’artista, segnata da un temperamento introverso e riservato, senza soffermarsi sull’epilogo della sua esistenza, ma valorizzando la dedizione silenziosa che lo ha accompagnato ogni giorno.
Il percorso espositivo, articolato in nuclei tematici e stilistici, restituisce la complessità dello sguardo di Pratelli sull’esistenza, dove ogni opera si offre come frammento di una visione più ampia.
Nella libertà della sperimentazione, il segno resta elemento fondativo di una identità artistica riconoscibile.
La scelta di uno spazio comunale assume un valore simbolico: aprire la città a una voce rimasta a lungo in ombra, affinché possa oggi essere accolta e riconosciuta.
Perché anche l’arte più intima e appartata può generare connessioni, creare comunità e illuminare le fragilità con una luce che non giudica, ma comprende.