Cultura
lunedì 10 agosto 2026
Rossini Opera Festival 2026, l’11 agosto debutta a Pesaro "Le Siège de Corinthe"
newsLa 47ª edizione del Rossini Opera Festival sarà inaugurata martedì 11 agosto alle 19 all’Auditorium Scavolini di Pesaro con una nuova produzione di Le Siège de Corinthe, opera di Gioachino Rossini che torna al centro della scena a duecento anni dal debutto parigino.
Sul podio salirà Carlo Rizzi, alla guida dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna e del Coro del Teatro Ventidio Basso.
Il cast comprende Adrian Sâmpetrean nel ruolo di Mahomet, Matteo Roma come Cléomène, Vasilisa Berzhanskaya nel ruolo di Pamyra, Maxim Mironov come Néoclès, Simón Orfila come Hiéros, Tianxuefei Sun come Adraste, Giuseppe De Luca come Omar e Anna-Doris Capitelli come Ismène.
La regia è affidata a Davide Livermore, alla sua sesta produzione per il ROF, che firma anche le scene insieme a Eleonora Peronetti e Paolo Gep Cucco.
I costumi sono di Gianluca Falaschi, mentre le luci sono curate da Nicolas Bovey. Dopo la prima dell’11 agosto, sono previste tre repliche il 14, 17 e 21 agosto.
Le Siège de Corinthe, tragédie lyrique in tre atti su libretto di Luigi Balochi e Alexandre Soumet, debuttò all’Académie Royale de Musique di Parigi il 9 ottobre 1826, esattamente due secoli fa.
È la prima opera composta da Rossini in lingua francese e nasce dalla rielaborazione del Maometto II, rappresentato senza successo sei anni prima al Teatro San Carlo di Napoli.
La nuova versione sposta l’ambientazione da Negroponte a Corinto, nel contesto della guerra d’indipendenza greca, tema particolarmente presente nel dibattito culturale e politico della Parigi dell’epoca.
L’opera si inserisce così nel clima del nascente filoellenismo, trasformando la vicenda storica in una riflessione sulla guerra, sulla distruzione e sulla memoria.
La lettura scenica di Livermore porta la vicenda in un magazzino di un museo, concepito come deposito per la conservazione dell’arte classica.
Tra casse di legno e reperti dell’antica Grecia emerge progressivamente una Corinto simbolica, rappresentata come patrimonio di bellezza e memoria minacciato dalla modernità.
Il regista interpreta infatti l’assediante come l’uomo contemporaneo, incapace di riconoscere il valore di ciò che ha ereditato dal passato.
Le casse custodiscono frammenti, immagini e presenze del mondo greco, mentre la città viene progressivamente circondata da cocci e rovine.
La scena diventa così una riflessione sulla fragilità del patrimonio culturale e sulla responsabilità di preservarlo non soltanto come reperto, ma come memoria ancora viva.
L’inaugurazione del Rossini Opera Festival 2026 sarà inoltre trasmessa in diretta su Rai Radio 3.
Prima dello spettacolo, alle 12 nella Sala della Repubblica del Teatro Rossini, è in programma il primo ROF Talk, Oggi è il giorno del gran viaggio, con Carlo Rizzi e Davide Livermore in dialogo con la giornalista Susanna Franchi.