Cultura
venerdì 20 febbraio 2026
Presentata al Senato la ricerca "Figlie di Kalypso. Storie delle artiste marchigiane" di Ilaria Gobbi
newsSi è svolta giovedì 19 febbraio 2026, presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica, la conferenza stampa di presentazione della ricerca Figlie di Kalypso. Storie delle artiste marchigiane di Ilaria Gobbi, su iniziativa della senatrice Elena Leonardi.
Il volume rappresenta il primo tassello di un progetto più ampio volto a restituire dignità, visibilità e profondità storica alle artiste marchigiane dal XVII secolo alla contemporaneità, attraverso un approccio che unisce rigore storico-artistico, prospettiva antropologica e forte radicamento territoriale.
L’indagine ricostruisce le vicende di quattro protagoniste, analizzando i processi di marginalizzazione femminile nella narrazione della storia dell’arte e le loro implicazioni culturali.
Nel suo intervento introduttivo, la senatrice Elena Leonardi ha sottolineato il valore culturale e civile della ricerca, evidenziando come il riconoscimento del contributo delle artiste rappresenti uno strumento essenziale per contrastare le persistenti forme di esclusione femminile e per restituire completezza alla memoria storica collettiva.
A seguire, il sottosegretario alla Giunta della Regione Marche Silvia Luconi ha rimarcato l’importanza di una rilettura critica del patrimonio culturale regionale, capace di riportare alla luce figure artistiche dimenticate e di restituire alla comunità il valore dell’arte prodotta da donne marchigiane nel corso dei secoli.
La moderazione dell’incontro è stata affidata a Laura Mocchegiani, responsabile scientifica della Biblioteca Mozzi Borgetti di Macerata, che ha guidato il dialogo tra le relatrici offrendo una lettura critica dell’impianto metodologico della ricerca.
L’autrice Ilaria Gobbi ha illustrato le linee teoriche del volume, presentando documenti, materiali e aneddoti inediti che arricchiscono la ricostruzione storica delle quattro artiste protagoniste.
L’artista Simona Bramati ha proposto una riflessione sull’arte come strumento di consapevolezza, denuncia e rappresentazione della condizione femminile.
A concludere l’incontro è stata Barbara Mastrocola, direttrice del Museo MAREC e del Museo Diocesano di Camerino, che ha evidenziato il valore di ricerche capaci di restituire al territorio memoria storica e coscienza culturale, dando voce a talenti che per lungo tempo sono rimasti esclusi dalla narrazione ufficiale.