Cultura
sabato 28 marzo 2026
Pesaro, arte e solidarietà: all’asta l’opera “FAME” di Marco Morosini per sostenere l’Alzheimer
newsUn connubio tra arte e solidarietà che si traduce in un aiuto concreto per il territorio.
A Pesaro l’opera “FAME” dell’artista Marco Morosini è stata battuta all’asta per 2.200 euro, cifra interamente devoluta all’associazione Nonno Mino APS ETS, impegnata da anni nel sostegno alle persone affette da Alzheimer e ai loro familiari.
L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Pesaro, ha rappresentato un momento di forte partecipazione collettiva, unendo dimensione culturale e impegno sociale.
Il sindaco Andrea Biancani ha sottolineato il valore simbolico dell’evento, evidenziando il ruolo dell’associazione, attiva con centri a Pesaro, Urbino, Tavullia e Vallefoglia, dove vengono promosse attività cognitive, creative e relazionali per contrastare l’isolamento e mantenere attive le capacità delle persone con demenza.
Accanto al supporto diretto ai pazienti, l’associazione promuove iniziative dedicate ai caregiver, come i Caffè Alzheimer e i gruppi di auto mutuo aiuto, rafforzando una rete di sostegno fondamentale per il territorio.
L’asta, in questo contesto, ha rappresentato non solo un evento culturale, ma un’azione concreta a favore di una comunità più inclusiva e attenta.
L’opera “FAME”, realizzata per la mostra “Gran Buffet” del 2025, si distingue per il forte impatto visivo e simbolico: una superficie fragile, costruita su intonaco e gesso, che lascia emergere la parola “FAME” come riflessione sulla mancanza e sull’eccesso, offrendo una lettura aperta e profondamente contemporanea.
Durante l’evento, ospitato negli spazi riqualificati della ex falegnameria dei Musei Civici, è intervenuto anche l’assessore alla Cultura Daniele Vimini, che ha evidenziato il clima di partecipazione e generosità.
L’opera è stata aggiudicata ai coniugi Francesca Tommasoli e Marco D’Angeli, protagonisti di un gesto di mecenatismo che rafforza il valore sociale dell’iniziativa.
Lo stesso Morosini ha sottolineato come l’arte possa diventare strumento di riflessione ma anche di azione concreta, ricordando inoltre i workshop avviati con la stessa tecnica artistica all’interno del carcere di Villa Fastiggi, a conferma di un progetto capace di coniugare espressione creativa e inclusione sociale.