Cultura
lunedì 20 aprile 2026
Pesaro, alla Sala della Repubblica “Pour la fin du temps”: arte e memoria in scena con RAM
newsI teatri di Pesaro si confermano spazi dinamici di produzione culturale ospitando alla Sala della Repubblica del Teatro Rossini la residenza artistica di Pour la fin du temps, progetto sviluppato nell’ambito di RAM – Residenze Artistiche Marchigiane, promosso dalla Regione Marche con il Ministero della Cultura e realizzato da AMAT in collaborazione con il Comune.
L’opera, ideata e diretta da Maria Alterno e Richard Pareschi, trae ispirazione dalla vicenda e dalle musiche del compositore Olivier Messiaen, autore del celebre Quatuor pour la fin du Temps, scritto nel 1941 durante la prigionia nel campo nazista di Görlitz.
Al termine della residenza, la compagnia apre il processo creativo al pubblico con Cantiere aperto per Pour la fin du temps, in programma giovedì 23 aprile con doppio appuntamento (ore 18.30 e 19.15) e ingresso gratuito, all’interno del festival TeatrOltre.
Il progetto non si limita a rievocare la storia, ma ne esplora il significato contemporaneo: la creazione artistica come forma di resistenza, la bellezza come risposta al limite estremo.
Partendo dall’esperienza di Messiaen, che compose la sua opera in condizioni drammatiche utilizzando strumenti di fortuna, lo spettacolo invita a interrogarsi sul tempo, sulla memoria e sulla possibilità di trasformare il dolore in espressione artistica.
Le musiche originali sono firmate da Donato Di Trapani, mentre i testi intrecciano fonti diverse, tra cui L’uomo in rivolta di Albert Camus e materiali d’archivio legati allo stesso Messiaen.
In scena la voce di Loris De Luna, con un impianto sonoro e visivo curato da Francesco Vitaliti e un disegno luci che contribuisce a creare un ambiente immersivo e suggestivo.
La produzione è di madalena reversa in collaborazione con Motus Vague, con coproduzione Triennale Milano Teatro e il supporto del Centro di residenza della Toscana.
Lo spettacolo prevede l’uso di fumo e luci stroboscopiche.
Un appuntamento che conferma il ruolo di Pesaro come laboratorio culturale contemporaneo, capace di coniugare ricerca artistica e coinvolgimento del pubblico.