Cultura
domenica 22 febbraio 2026
Lo Scalone Vanvitelliano di Pesaro verso la riapertura: spazio dedicato alla fotografia contemporanea
newsIl Comune di Pesaro rilancia la valorizzazione dello Scalone Vanvitelliano, uno dei luoghi culturali più significativi del centro storico, avviando il percorso che porterà alla sua riapertura come spazio dedicato alla fotografia contemporanea e ai linguaggi visivi.
L’obiettivo è restituire al monumento una funzione culturale stabile, capace di rafforzarne l’identità e la riconoscibilità nel panorama cittadino e turistico.
«Lo Scalone è tornato nella piena disponibilità dell’Amministrazione, che è al lavoro per restituire a questo splendido spazio la sua vocazione culturale», spiegano il sindaco Andrea Biancani e il vicesindaco e assessore alla Cultura Daniele Vimini.
Il progetto punta a rafforzarne il ruolo come luogo di produzione culturale e di dialogo tra immagine contemporanea e architettura storica.
Monumentale scalone barocco settecentesco, ciò che resta dell’antico monastero di Santa Maria Maddalena ricostruito intorno al 1740 su progetto di Giuseppe Tranquilli, allievo di Luigi Vanvitelli, lo Scalone si sviluppa su tre piani attorno a un vuoto centrale, con un forte effetto di verticalità, balaustre in marmo e raffinati stucchi.
Una struttura scenografica che nel tempo si è rivelata particolarmente adatta a mostre fotografiche e installazioni capaci di valorizzarne le prospettive e i diversi livelli di lettura.
L’Amministrazione comunale ha disposto la valorizzazione del bene prevedendo l’attivazione di una procedura pubblica per acquisire manifestazioni di interesse e progetti da parte di soggetti dell’ambito culturale.
L’obiettivo è individuare una proposta in grado di coniugare qualità artistica, sostenibilità gestionale e attrattività anche turistica, in armonia con le caratteristiche storico-architettoniche dell’immobile.
Come illustrato dall’assessore Vimini, la procedura sarà preceduta da una perizia per la stima del canone di mercato.
Tra gli ambiti di attività che potranno essere inclusi nelle proposte progettuali figurano eventi espositivi, attività formative e laboratoriali, iniziative divulgative come seminari e conferenze, oltre alla custodia e valorizzazione del bene con percorsi di approfondimento storico-architettonico rivolti a pubblici differenti.
«Vogliamo costruire un progetto che non sia solo una programmazione di mostre, ma un presidio culturale stabile», concludono Biancani e Vimini, «capace di generare produzione, formazione e racconto della città, mettendo in dialogo la fotografia contemporanea con uno dei suoi contenitori storici più suggestivi».