Cultura
mercoledì 23 settembre 2026
La XXIII edizione di Hangartfest si è conclusa con il tutto esaurito di PNEU
newsSi è conclusa domenica con il tutto esaurito di PNEU, spettacolo del coreografo ceco Viktor Černický, la XXIII edizione di Hangartfest.
Dal 4 al 20 settembre 2026, il Festival ha presentato 26 appuntamenti, di cui 11 tra debutti e prime nazionali, coinvolgendo sei luoghi tra Pesaro e l’entroterra con spettacoli organizzati quasi ogni sera.
Una programmazione intensa, accompagnata da una risposta costante del pubblico.
L’edizione 2026 ha confermato la volontà di ampliare i confini della danza contemporanea, favorendo il dialogo con teatro, cinema, musica dal vivo, arti visive e tecnologia.
Artisti italiani e internazionali hanno portato sul palco linguaggi, esperienze e prospettive differenti, in un percorso capace di spaziare dalla dimensione più intima alla fisicità spettacolare, dal rapporto tra movimento e suono al confronto tra corpi, oggetti e materiali.
Anche i luoghi del Festival sono diventati parte integrante della creazione.
A Spazio TORRSO il pubblico è stato invitato ad abitare la performance e a muoversi al suo interno.
A Villa Imperiale, invece, luci e ombre hanno dialogato con le architetture rinascimentali, mentre a Monte Illuminato di Lunano la danza ha incontrato natura e microarchitettura nell’ambito del Fe.M Festival di Microarchitettura.
La Maddalena, sede del Festival, ha proposto una relazione particolarmente ravvicinata tra artisti e spettatori. La configurazione raccolta dello spazio ha reso più intensa la percezione degli spettacoli, accorciando la distanza tra scena e platea.
«Ci interessa che il pubblico non rimanga semplicemente davanti a ciò che accade, ma possa entrarci, abitarlo, sentirlo anche sulla propria pelle», ha spiegato il direttore artistico Antonio Cioffi.
Il confronto tra pubblico e artisti è proseguito anche attraverso i talk al termine degli spettacoli, dedicati all’approfondimento delle poetiche e dei processi creativi.
Gli incontri hanno permesso di prolungare l’esperienza oltre la scena, offrendo nuovi strumenti per interpretare lavori capaci di sorprendere o di sottrarsi a una lettura immediata.
Hangartfest ha inoltre confermato il proprio impegno a sostegno delle nuove generazioni e della nuova creazione.
Attraverso residenze e coproduzioni, il Festival ha accompagnato giovani artisti nello sviluppo di nuovi progetti, offrendo tempo e spazio per la sperimentazione fino al confronto con il pubblico.
Con la conclusione dell’edizione 2026, la direzione artistica guarda già alla prossima manifestazione.
Cioffi ha ribadito la volontà di continuare a esplorare percorsi inattesi e di valorizzare la capacità dell’arte contemporanea di spostare il punto di vista e immaginare scenari ancora inesplorati.