Cultura

venerdì 28 marzo 2025

La stagione teatrale a Urbino termina con "Gente di facili costumi" con Flavio Insinna e Giulia Fiume

La stagione teatrale a Urbino termina con "Gente di facili costumi" con Flavio Insinna e Giulia Fiume

di Ufficio Stampa AMAT

Considerato uno dei titoli più amati della scena teatrale italiana degli ultimi decenni, Gente di facili costumi di Nino Marino e Nino Manfredi con Flavio Insinna e Giulia Fiume, diretti da Luca Manfredi, è atteso al Teatro Sanzio di Urbino martedì 1 aprile per la conclusione della stagione promossa dal Comune con l’AMAT.

Andata in scena per la prima volta nel 1988, con lo stesso Nino Manfredi nei panni del protagonista, la pièce ha come protagonisti Anna - nome d’arte “Principessa” -, una prostituta disordinata e rumorosa che sogna di diventare “giostraia”, e Ugo, l’inquilino del piano di sotto, un intellettuale che vivacchia scrivendo per la tv e per il cinema ma che sogna di fare film d’arte. La vicenda prende il via la notte in cui Ugo sale al piano di sopra per lamentarsi con la coinquilina che tornando a notte fonda e accendendo il giradischi l’ha svegliato e lei, per la confusione, lascia aperto il rubinetto dell’acqua della vasca allagando irrimediabilmente l’appartamento di lui. Ugo sarà costretto quindi, anche a causa di uno sfratto, a trovare rifugio dalla “Principessa”. Con questa convivenza forzata inizia un confronto/scontro costellato di incidenti e incomprensioni, ma anche un curioso sodalizio, dove ciascuno condivide con l’altro ciò che ha ed emerge come ad incontrarsi non siano state solo due vite agli antipodi, ma soprattutto due sogni all’apparenza irrealizzabili. Dall’incontro tra Anna e Ugo nasce un turbine di disastri, malintesi, ilarità e malinconie in piena in sintonia con l’immagine che il loro autore, Nino Manfredi, ha lasciato nel ricordo di ognuno di noi.

«Gente di facili costumi – scriveva Nino Manfredi - è una commedia che sviluppa, in maniera paradossale, un fondamentale problema etico. In una società come la nostra, dove tutto si avvilisce e si corrompe, che valore hanno ancora l'onestà, la dignità, il rispetto dei più profondi valori umani? Lo sport diventa sempre più truffa e violenza. Gli ideali politici difendono gli interessi più strettamente privati. La creatività e la fantasia sono messi al servizio dell'imbonimento pubblicitario. Senza continuare a fare altri esempi, è evidente che viviamo in una società in cui i valori più elevati vengono svenduti e liquidati, perché il bello, il buono e il vero sono asserviti all'utile».

Le scene dello spettacolo – prodotto da La Pirandelliana – sono di Luigi Ferrigno, i costumi di Giuseppina Maurizi, le musiche di Paolo Vivaldi e il disegno luci di Antonio Molinaro.

Per informazioni botteghino del Teatro 0722 2281, biglietterie circuito AMAT / vivaticket. Inizio spettacolo ore 21.

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