Cultura

martedì 27 gennaio 2026

Inaugurato l'anno accademico a Urbino con la lectio magistralis di Alessandro Barbero

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Inaugurato l'anno accademico a Urbino con la lectio magistralis di Alessandro Barbero

L’Università degli Studi Carlo Bo di Urbino ha inaugurato l’Anno accademico 2025-2026 con una lectio magistralis dello storico Alessandro Barbero, intitolata “L’invenzione rinascimentale del Medioevo”, dedicata alla rilettura critica del rapporto tra Medioevo e Rinascimento.

Secondo Barbero, la contrapposizione tra i presunti “secoli bui” medievali e la fioritura culturale rinascimentale è una costruzione successiva. 

Il Rinascimento rappresenta il punto di arrivo di una lunga crescita economica e culturale iniziata nel Medioevo, in particolare a partire dall’età di Carlo Magno e con maggiore evidenza dal XII secolo.

Lo storico ha spiegato come questo sviluppo continuo abbia portato alla nascita della cultura umanistica, ai viaggi dei grandi navigatori, alle scoperte geografiche e all’invenzione della stampa

Solo in un secondo momento, paradossalmente, l’orgoglio per i traguardi raggiunti avrebbe generato un atteggiamento di disprezzo verso i secoli precedenti, alimentando la leggenda di un Medioevo arretrato e ignorante.

Nel corso della cerimonia, svoltasi nell’Aula magna dell’Area scientifico-didattica Paolo Volponi, sono intervenuti il rettore Giorgio Calcagnini, il rappresentante del Personale tecnico-amministrativo e il rappresentante del Consiglio degli Studenti. 

L’evento è stato accompagnato da brani musicali eseguiti dal Coro Universitario 1506, diretto dal maestro Augusta Sammarini.

Durante l’inaugurazione sono stati diffusi anche i dati sulle iscrizioni: le immatricolazioni sono cresciute dell’1,4%, raggiungendo quota 4.558 studenti, mentre nell’ultimo anno gli studenti internazionali sono aumentati del 76%, arrivando a 1.220 presenze.

La lectio magistralis di Barbero ha offerto una riflessione sul valore storico del Medioevo come fase di sviluppo ininterrotto della civiltà europea, invitando a superare stereotipi e semplificazioni che ancora oggi condizionano la percezione di quell’epoca.

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