Cultura

martedì 03 febbraio 2026

Il Rossini Opera Festival applauditissimo a Pechino con "Il barbiere di Siviglia" per i 55 anni di Italia-Cina

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Il Rossini Opera Festival applauditissimo a Pechino con "Il barbiere di Siviglia" per i 55 anni di Italia-Cina

Una Forbidden City Concert Hall gremita ha accolto e applaudito a Pechino Il barbiere di Siviglia in forma di concerto, proposto in versione ridotta dal Rossini Opera Festival in occasione delle celebrazioni per il 55° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Cina. 

L’esecuzione è stata diretta da Noris Borgogelli, anche narratore, alla guida dei Solisti dell’Orchestra Sinfonica G. Rossini e di un cast composto da Manuel Amati nel ruolo del Conte d’Almaviva, Marta Pluda in quello di Rosina e Matteo Mancini come Figaro, tutti ex allievi dell’Accademia Rossiniana “Alberto Zedda” oggi affermati a livello internazionale.

All’evento hanno preso parte numerose autorità istituzionali italiane e cinesi, tra cui il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, il Direttore generale dei Musei Massimo Osanna, il Direttore generale dell’Istituto nazionale Treccani Massimo Bray, l’Ambasciatore d’Italia a Pechino Massimo Ambrosetti, il Capo della Cancelleria consolare Marco Lattanzi e il Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura Federico Antonelli. 

Per la parte cinese era presente il Direttore del Museo nazionale di Pechino Luo Wenli.

Il Rossini Opera Festival è stato rappresentato dal Direttore generale Cristian Della Chiara, che ha sottolineato il valore simbolico e culturale dell’iniziativa: «È stata una grande soddisfazione essere stati scelti dal Ministero, dall’Ambasciata e dall’Istituto Italiano di Cultura per l’evento conclusivo delle celebrazioni del 55° anniversario delle relazioni diplomatiche con la Cina. Il teatro era pienissimo ed entusiasta».

Durante la permanenza a Pechino, il Festival ha avuto inoltre l’occasione di presentare la prossima edizione presso la sede dell’Istituto Italiano di Cultura, incontrando un pubblico particolarmente giovane e interessato alla musica occidentale. 

«Guardiamo con grande attenzione all’Oriente e a un pubblico che si avvicina sempre più alla cultura europea – ha aggiunto Della Chiara –. Coltiveremo i rapporti avviati in questi giorni, a partire dal teatro che ci ha ospitati, con cui sono già emerse ipotesi di future collaborazioni».

L’iniziativa conferma il ruolo del Rossini Opera Festival come ambasciatore della cultura musicale italiana nel mondo e come protagonista dei principali appuntamenti di diplomazia culturale internazionale.

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