Cultura

lunedì 31 agosto 2020

Il Delitto Mattarella racconta un pezzo di storia d'Italia dimenticato

Il Delitto Mattarella racconta un pezzo di storia d'Italia dimenticato

di Luca Petinari

Appuntamento speciale con il Cinema in Rocca, la rassegna di film estiva alla Rocca Costanza di Pesaro. Questa sera, 31 agosto, proiezione alle ore 21.30 al Cinema Solaris di via Turati causa maltempo

Il Delitto Mattarella, film del 2020 diretto da Aurelio Grimaldi narra la vicenda dell'omicidio dell'allora presidente della Regione Sicilia Piersanti Mattarella, nonché fratello dell'attuale presidente della Repubblica Sergio.

La proiezione sarà anticipata da un dialogo tra il regista Aurelio Grimaldi e il giornalista Mattia Ferri di Primo. Seguirà un dibattito al termine della pellicola.

Biglietti: Intero € 6,00 - Ridotto - € 5,00 Abbonamento 5 ingressi - € 20,00 (abbonamento valido per tutto il ciclo estivo con un massimo di 2 ingressi al giorno)

La rassegna è organizzata per la prima volta in collaborazione tra Cinema Solaris, Cinema Loreto e Giometti Cinema.


TRAMA

Il delitto Mattarella, il film diretto da Aurelio Grimaldi, segue la storia di Piersanti Mattarella, Presidente della Regione Sicilia, ucciso a Palermo nella centralissima Via Libertà, il 6 gennaio 1980. Secondo la vedova, Irma Chiazzese, il killer fu il terrorista di destra Valerio Fioravanti, da lei ripetutamente riconosciuto. Secondo il Giudice Istruttore, Giovanni Falcone, Mattarella fu ucciso da neofascisti per uno scambio di “servizi” tra Cosa Nostra, Banda della Magliana (che trattava col capomafia Pippo Calò il riciclaggio dei soldi mafiosi) e i NAR di Fioravanti, interessati a far evadere, con l’aiuto della mafia, il leader Concutelli, provvisoriamente rinchiuso nel carcere Ucciardone di Palermo. Ma Mattarella aveva avviato in Sicilia una giunta bianco-rossa con l’appoggio del PCI, in anticipo sulla Solidarietà Nazionale del suo maestro Aldo Moro, con Berlinguer.
I principali avversari politici di Mattarella furono i suoi compagni di partito: Lima, Ciancimino, Gioia e Nicoletti. Secondo Giovanni Falcone non erano state trovate prove di una loro diretta responsabilità nell’omicidio-Mattarella. Ma il processo-Andreotti (con l’ex-premier democristiano dichiarato colpevole di associazione mafiosa fino al 1980, ma prescritto) ha comprovato, come scritto in sentenza sia di 1° grado, che di 2° grado, che di Cassazione, che Andreotti incontrò il boss Stefano Bontade subito prima dell’omicidio Mattarella, venendo a conoscenza che Cosa Nostra intendeva eliminare quello scomodo politico onesto, ma non fece nulla per proteggere il compagno di partito.

Trama tratta da Coming Soon

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