Cultura

venerdì 20 dicembre 2019

Capitale europea cultura 2033, Pesaro e Urbino si candidano da Matera

Capitale europea cultura 2033, Pesaro e Urbino si candidano da Matera

Il timing non è casuale, così come la sede: «Giochiamo d’anticipo, per battere tutti sul tempo». Così la vetrina preannunciata da Matteo Ricci si materializza a Matera, alla vigilia della cerimonia di chiusura della Capitale europea della cultura 2019. Un titolo che toccherà di nuovo all’Italia nel 2033: «Ci candidiamo nel segno di Rossini e Raffaello. Del resto siamo l’unica realtà co-capoluogo con caratteristiche chiare, rimarcate dall’Unesco. La nostra forza è l’unità». A incorniciare il richiamo il «Concerto dal balcone» in piazza Vittorio Veneto e il «Barbiere di Siviglia smart» a cura dell’Osr, con i cantanti dell’Accademia Rossiniana del Rof. Nel mezzo, a Casa Cava, il sindaco di Pesaro insiste sull’approccio: «Bisogna osare, al di là delle idee che durano un mandato. Vogliamo lasciare in eredità un progetto di sviluppo: Matera lo ha dimostrato, con la lungimiranza di chi ci ha creduto. A cominciare dal sindaco Raffaello De Ruggieri. Il sogno può cambiare i destini di un territorio. Qui nessuno si sarebbe immaginato uno sviluppo turistico del genere. E in più sono arrivati anche milioni di investimenti: la comunità locale ci ha creduto». L’accento è sui numeri sfornati dalla Città dei Sassi, che chiude con  940 eventi e oltre 300mila visitatori. Ma soprattutto con un cambiamento d’immagine della città, per i promotori «simile a un effetto Expo». Così la candidatura, secondo Ricci, «è già un evento di per sé sul piano del marketing. Se saremo bravi a giocarcela, tra tre anni saremo Capitale della Cultura anche senza esserlo. Poi vedremo l’esito, ma intanto segneremo la via». Quindi: «Stiamo costruendo una rete con altre città italiane che puntano sulla cultura. Insieme a Matera, Parma, Mantova, Palermo vogliamo essere meta attrattiva per i flussi turistici che arriveranno dall’Asia. Oltre all’asse tradizionale Roma-Firenze-Venezia, quasi sempre in overbooking. La sfida non è solo culturale, ma anche economica», insiste Ricci. Si proietta il video del logo, messo a punto dall’Isia di Urbino e svelato dal direttore Jonathan Pierini: «Non un segno unico, con una sola variante, ma un alfabeto di segni e forme della cultura, che si combinano in diversi modi. Unendo il carattere rinascimentale a quello moderno, per raccontare la pluralità del territorio». Commenta il vicesindaco di Pesaro Daniele Vimini: «Sappiamo che sarà un percorso lungo, ma iniziamo sotto i migliori auspici. Abbiamo ricevuto molto apprezzamento dall’organizzazione di Matera 2019 per la nostra proposta. Si respira un’atmosfera unica per quello che qui si è vissuto, alla vigilia dell’evento di chiusura. Per noi è sicuramente uno stimolo per lavorare al meglio nella strada che abbiamo deciso di intraprendere».  Sostegno da De Ruggieri: «Non dobbiamo fare indigestione del quotidiano ma guardare al futuro. La nostra è stata un’operazione di fierezza urbana. Forza Pesaro, forza Urbino».


LE VOCI – Sottolinea il sindaco di Urbino, Maurizio Gambini: «La candidatura è una grande occasione per lavorare strategicamente su un intero territorio provinciale, lanciare una forte cooperazione fra i Comuni, puntare all’aggiornamento delle nostre infrastrutture e a una mobilità più in linea con le esigenze della nostra epoca. Pesaro e Urbino sono l’esempio di un’Italia d’eccellenza nel settore dell’arte, della cultura, della creatività, della formazione, dello sport, della capacità imprenditoriale e dello stile di vita. Tutto questo dovrà emergere dal dossier ufficiale di candidatura, che  nascerà al termine di un intenso percorso di condivisione con i cittadini. In modo da esprimere al meglio i valori e le unicità della nostra terra». Sull’Isia, che ha realizzato il logo: «Scuola altamente qualificata, nota in tutta Europa».  «Come presidente della Provincia – afferma Giuseppe Paolini - rappresento tutti i sindaci, i consiglieri e i cittadini del nostro territorio. L’intera provincia è coinvolta nella candidatura. Con il traino delle città co-capoluogo Pesaro e Urbino, ma con tutti i Comuni uniti in una sfida che intende aggregare istituzioni culturali, università, mondo della scuola e dell’associazionismo, forze economiche e fondazioni». Aggiunge Paolini: «La nostra provincia è cultura, arte, bellezze paesaggistiche, eccellenze enogastronomiche, buon vivere. Senza dimenticare che è anche la capitale del biologico in Europa. Il luogo ideale, dunque, per questa candidatura. Pensare a un territorio che ha Urbino come culla del Rinascimento presentato davanti alla suggestione dei Sassi di Matera, protagonisti di una grande rinascita culturale e sociale, mi rende sempre più convinto che anche Federico da Montefeltro, che del Rinascimento fu artefice, ne sarebbe orgoglioso». Tra gli altri, presenti il sindaco di Gradara Filippo Gasperi con il consigliere comunale Federico Mammarella, il vicesindaco di Fossombrone Katia Marcuccini con l’assessore Gloria Mei, l’assessore comunale di Urbino Andrea De Crescentini, il sindaco di Acqualagna Luca Lisi, il direttore di Confcommercio Pesaro e Urbino Amerigo Varotti.  


LA VETRINA - Nel mezzo, incisi di eccellenze inseriti nel cartellone di Matera 2019. Con i riflettori sull’enogastronomia: dalla casciotta di Urbino all’olio e vini del Conventino di Monteciccardo, passando per il prosciutto di Carpegna e il tartufo di Acqualagna. Senza tralasciare i panettoni fanesi di Guerrino e i prodotti del Conventino di Monteciccardo. «Un percorso che andrà avanti con il comitato organizzatore e lo sviluppo del dossier collegato alla candidatura», ribadiscono all’unisono i rappresentanti delle istituzioni.  


 

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