Cultura
giovedì 29 gennaio 2026
ATIM, Carnevale nelle Marche 2026: tra riti antichi, carri allegorici e dolci della tradizione
newsColori, suoni, maschere e profumi avvolgono le Marche nel periodo di Carnevale, trasformando borghi storici e piazze monumentali in grandi palcoscenici a cielo aperto. Un appuntamento che intreccia tradizione e creatività e coinvolge famiglie e viaggiatori alla ricerca di esperienze autentiche.
Dalle città d’arte ai piccoli centri dell’entroterra, il Carnevale marchigiano si distingue per la varietà dei riti, il forte legame con la storia locale e una dimensione partecipativa che rende ogni evento profondamente identitario.
Tra i Carnevali più antichi d’Italia spicca quello di Fano (foto), documentato sin dal 1347, che nel 2026 propone il tema “In viaggio col Vulón”.
La manifestazione, in programma a partire dal 1° febbraio per tre weekend consecutivi, è caratterizzata da grandi carri allegorici, musica e dal tradizionale getto di dolciumi. La direzione artistica è affidata a Dante Ferretti, tre volte Premio Oscar per la scenografia (www.carnevaledifano.com).
A Offida il Carnevale assume la forma di un vero rito collettivo legato alla tradizione secolare della “caccia de lu Bov Fint”, che coinvolge adulti, ragazzi e bambini in una corsa simbolica carica di ironia e partecipazione.
Tra consegna delle chiavi della città, veglioni e iniziative dedicate ai più piccoli, il Carnevale offidano si conferma come uno degli esempi più autentici di festa popolare (www.inoffida.com).
Piazza del Popolo ad Ascoli Piceno diventa dal 12 al 17 febbraio una grande sala da ballo a cielo aperto per il Gran Carnevale in Piazza, accogliendo migliaia di maschere e visitatori in un’atmosfera elegante e festosa.
A Fermo e Porto San Giorgio, dall’1 al 21 febbraio, si svolge “Baraonda”, un Carnevale diffuso che segue il calendario tradizionale e unisce costa ed entroterra con sfilate e cortei mascherati.
Ad Ancona la tradizionale sfilata nel centro storico animerà la città domenica 15 febbraio, mentre Macerata celebra il Carnevale con gruppi mascherati, carri allegorici e bande musicali lungo un grande corteo che attraversa il centro storico e i Giardini Diaz.
Nel borgo medievale di Castignano, il 17 febbraio, si rinnova uno dei riti più suggestivi della tradizione popolare con la sfilata de “Li moccule”, lanterne multicolori realizzate dagli artigiani locali e accese in un falò collettivo che segna simbolicamente la fine della festa.
«Il Carnevale rappresenta ogni anno una particolare opportunità per scoprire un lato autentico della nostra regione – sottolinea Marina Santucci, direttrice di ATIM – un momento capace di richiamare visitatori attratti dalle tradizioni radicate nell’identità dei territori e di offrire esperienze che uniscono cultura, partecipazione e gastronomia, contribuendo a destagionalizzare i flussi turistici».
Elemento centrale della festa è anche la cultura gastronomica.
Nel periodo di Carnevale i dolci della tradizione, preparati secondo ricette tramandate di generazione in generazione, diventano parte integrante dell’esperienza: dalle chiacchiere agli scroccafusi, dalla cicerchiata alle castagnole, fino alle zeppole di patate, agli arancini, ai limoncini, ai ravioli fritti di castagne del Piceno e alle immancabili bombe di Carnevale.
Ogni dolce racconta una storia di territorio, stagionalità e convivialità.
Il Carnevale marchigiano si inserisce così in un calendario più ampio di eventi che valorizzano il territorio anche nei mesi di febbraio e marzo, tra appuntamenti enogastronomici legati al tartufo ad Acqualagna e Amandola e manifestazioni della tradizione rurale come “Una domenica andando a Polenta” ad Arcevia, confermando la vocazione delle Marche a un turismo culturale e diffuso durante tutto l’anno.