Cultura

mercoledì 13 maggio 2020

AMAT, circa 400 progetti arrivati da tutta Italia per il bando di Residenze Digitali

AMAT, circa 400 progetti arrivati da tutta Italia per il bando di Residenze Digitali

di AMAT

Una risposta inaspettata che fotografa il tempo presente che ha mosso gli artisti a mettere in campo situazioni alternative, modelli ibridi con i quali far interagire il pubblico. Sarà necessario del tempo per valutare con cura i progetti, almeno fino a metà giugno, quando sarà possibile comunicare i vincitori pubblicandone i nomi sui siti web delle organizzazioni promotrici del bando. Per i quattro selezionati ci saranno 2.500 euro più IVA ciascuno, oltre alla cura che connota il valore delle residenze intese come processo creativo. I lavori selezionati potranno avvalersi anche di altri contributi produttivi forniti da ulteriori soggetti dello spettacolo, in quanto non si richiede alcun vincolo di esclusiva. Quest’esperienza, per la sua unicità, aiuterà anche il panorama nazionale a conoscere come l’ecosistema mediale contemporaneo si sta interrogando sul presente.

L’intento è quello di utilizzare questo periodo di sospensione forzata delle attività nei luoghi di spettacolo e di residenza artistica, per suggerire ai creativi l’esplorazione dello spazio digitale, come ulteriore o diversa declinazione dell’immaginazione autoriale e della sua fruibilità sul web. I progetti fondano la loro ricerca sul contesto immateriale e pur usando la musica, il corpo, la parola, l’immagine non replicano lo spazio scenico. I quattro partner non hanno la presunzione di voler sostituire il valore del teatro e la complessità della scena attraverso la tecnologia, né di neutralizzare le questioni impellenti che riguardano lo spettacolo dal vivo. Il loro intento è quello di chiedere agli artisti di interrogare il presente e di restituire continuità alle azioni del processo creativo. Il progetto prevede almeno un evento online, che può essere anche sotto forma di studio, da tenersi nel corso del 2020. Con questo bando, AMAT con il Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt) e Anghiari Dance Hub, non rinunciano alla propria vocazione di accoglienza degli artisti in residenza presso le proprie strutture, piuttosto vogliono trasformare una difficoltà in un’opportunità che può aprire nuove sfide formali e concettuali, produrre contenuti artistici innovativi, conquistare nuove fasce di pubblico, come i post millennials, e affiancare, non certo sostituire, le forme consuete di fruizione dello spettacolo dal vivo nell’attesa che si possa tornare ad essere insieme.

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