Cultura

venerdì 28 maggio 2021

Al Teatro Rossini la prima assoluta de "Il Branco" per Pesaro Danza Focus

Al Teatro Rossini la prima assoluta de "Il Branco" per Pesaro Danza Focus

di Ufficio Stampa AMAT

Venerdì 4 Giugno alle 19:00 a Pesaro al Teatro Rossini, nell'ambito di Pesaro Danza Focus, va in scena "Il Branco"; spettacolo diretto da Annabelle Chambon e Cédric Charron, assistito da Irene Urciuoli e in collaborazione con: Filippo Bonacchi, Rafael Candela, Caterina Cescotti, Manuela Victoria Colacicco, Deborah Congedo, Federica D’Aversa, Rossella Del Vecchio, Martina Di Prato Isabella Moretti, Lautaro Muñoz, Emma Rebughini, Miriam Tagliavacche.

L’apprendimento in una Scuola d’arte è un fenomeno unico. Imparare, capirsi e lavorare insieme per tre anni, per dare un assetto di gruppo alla classe, significa creare una mini società. È la questione dell’ensemble, dell’apprendimento e della sperimentazione che si pone al centro di questa performance. Dai loro 20 anni di collaborazione con Jan Fabre, Annabelle Chambon e Cédric Charron hanno preso in prestito ciò che hanno sviluppato con lui, ossia uno straordinario lavoro di esplorazione fisiologica fuori della norma. Avvicinandosi ai punti di resistenza del corpo e alle connessioni tra i paradigmi fisici, respiratori e ormonali, la performance assume il suo pieno significato di superamento e attraversamento. Il corpo costituisce quindi uno strumento per raggiungere zone limite e diventa anche figura, sia essa narrativa, eccezionale, mostruosa, performativa. La performance Il branco si ispira dunque al lavoro e agli esercizi sviluppati da Jan Fabre.

“Veniamo alla Scuola Paolo Grassi con la nostra esperienza di performer e artisti, con le nostre eredità, per mettere in discussione questo gruppo. Abbiamo davanti a noi 12 individui che formano un branco pronto a mordere l’atto artistico.  Difendersi da soli e collettivamente. Dai un morso alla vita, prova, fallisci e riprova. Ancora. Il loro corpo è l’unica arma per irradiare il mondo. Abbiamo scelto di guidare gli studenti in un processo creativo. Introducendoli nel nostro universo, nei nostri esercizi e nel nostro approccio fisiologico al corpo del performer, li invitiamo ad entrare in azione e ricercare gli strumenti offerti per estrarne materiale. Vogliamo lavorare con corpi pensanti, corpi istintivi, corpi con energia vitale e vero piacere del gioco. Porre la questione dell’apprendimento significa mettere in discussione l’organizzazione, il collettivo, l’individuo, la ripetizione e il condizionamento. È mettere in discussione il nostro rapporto con le regole, l’ordine e il caos e la nostra lealtà all’impegno e all’investimento in un processo di apprendimento a lungo termine. Qui non stiamo imparando a fare bene, ma piuttosto a cercare gli sfoghi dell’instabilità”.


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