Cultura
mercoledì 10 dicembre 2025
After Us: alla Project Room dei Musei Civici un percorso immersivo tra memoria e identità
newsLa Project Room dei Musei Civici di Palazzo Mosca accoglie After Us, il nuovo progetto immersivo di Susanna Fiona Murray che sabato 13 dicembre alle 18 inaugura un itinerario dedicato al rapporto tra immagini, memoria e identità.
La mostra, curata da Marcello Sparaventi e visitabile fino all’8 febbraio 2026, nasce dalla residenza artistica dell’autrice presso il Museo Archeologico Oliveriano ed è promossa dal Comune di Pesaro in collaborazione con Fondazione Pescheria – Centro Arti Visive, Pesaro Musei e Centrale Fotografia, con il sostegno ottenuto attraverso il Bando Cultura 2025.
L’esposizione pone una domanda tanto semplice quanto cruciale: cosa lasceremo dopo di noi? After Us si interroga sul futuro e sulla nostra capacità di lasciare tracce in un’epoca segnata da instabilità globale, crisi climatica, conflitti e tecnologie in rapida evoluzione. Non si tratta soltanto di un’indagine ecologica o economica, ma di un’esplorazione simbolica e culturale che richiama l’attenzione su ciò che sopravvive oltre la vita umana.
Il progetto nasce dall’incontro fra la ricerca sulla Necropoli di Novilara e un vissuto personale: la perdita del padre durante il periodo di residenza.
Da questa sovrapposizione di storia e intimità prende forma un allestimento immersivo in cui fotografie, installazioni video e audio e interventi ambientali trasformano lo spazio espositivo in un paesaggio emotivo.
Le tracce diventano memoria, le assenze si fanno narrazione, mentre le opere invitano il pubblico a interrogarsi sul proprio rapporto con il tempo e sulla fragilità dell’esistenza.
Il vernissage è a ingresso libero e accompagnato dai contatti utili (072133344, info@oliveriana.pu.it, WhatsApp 3384324889).
Alla presentazione erano presenti Daniele Vimini, vicesindaco e assessore alla Cultura, Claudio Olmeda, presidente della Fondazione Pescheria, Brunella Paolini, direttrice dell’Ente Olivieri, il curatore Marcello Sparaventi e l’artista stessa.
Le loro dichiarazioni hanno sottolineato il valore di un dialogo tra archeologia e linguaggi contemporanei, tra memoria del territorio e sguardi nuovi, tra la profondità dei reperti della Necropoli di Novilara e la sensibilità personale dell’autrice.
Nelle parole di Murray, la riflessione si radica nei reperti che raccontano la vita dei Piceni e nelle domande che questi evocano nel presente.
La sua ricerca si espande alla dimensione universale del lutto, della persistenza, delle storie che restano e di quelle che rischiano di perdersi.
L’opera diventa così un invito alla sospensione, all’ascolto e al confronto con ciò che lasciamo vivere dopo di noi.