Cronaca

mercoledì 28 aprile 2021

Venerdì ad Ancona si terrà lo sciopero generale del comparto agricolo

Venerdì ad Ancona si terrà lo sciopero generale del comparto agricolo

di Ufficio Stampa

Le lavoratrici e i lavoratori agricoli scioperano nelle Marche e in tutta Italia venerdì 30 aprile per protestare contro le iniquità contenute nel Decreto Sostegni e per chiedere a Governo e Parlamento di modificarlo.

Le Segreterie regionali  dei sindacati di categoria Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil, in linea con le rispettive sigle nazionali, hanno proclamato lo sciopero generale del comparto e organizzato un presidio dei lavoratori ad Ancona, a partire dalle ore 10,00 davanti alla Regione Marche.

Le lavoratrici e i lavoratori agricoli hanno continuato a garantire il cibo sulle tavole degli italiani, eppure sono stati colpiti in maniera nefasta dalle conseguenze del Covid 19 e di diverse calamità.

In particolare, tra gli altri, vanno attenzionati  gli operai agricoli degli agriturismi, soprattutto donne, totalmente fermi da almeno 6 mesi o a quelli del comparto vitivinicolo che producevano per hotel, alberghi e ristoranti. Per non parlare di chi lavorava nel florovivaismo o di coloro danneggiati da milioni di giornate di lavoro perse a causa della cimice asiatica o a causa della xylella. Per questo ci sembra ancora più assurdo che la politica si sia completamente dimenticata di loro.

Non si chiede solo l’introduzione di un  bonus per i lavoratori stagionali agricoli, ma anche, tra gli altri punti, il riconoscimento per l’anno 2020 delle stesse giornate di lavoro del 2019.

Il Governo ha sottovalutato il malessere crescente in questo settore, non ha ascoltato adeguatamente  i presidi del 31 marzo a Roma e le manifestazioni del 10 aprile davanti alle Prefetture di tutta Italia. Nemmeno il recente incontro del 16 aprile, tenutosi coi Ministri dell’ Agricoltura e del Lavoro, malgrado i buoni segnali di vicinanza ricevuti in quell’occasione, può essere giudicato soddisfacente se ad esso, a tutt’oggi, non seguono precise e concrete misure di aiuto.

Quindi, proseguiamo con decisione nella nostra azione di protesta nazionale, questo Paese rischia di schiantarsi su una profonda crisi sociale, se anche il nuovo governo di unità nazionale dimostrerà di vivere su un altro pianeta,  falsando un dialogo sociale che, su molti aspetti ,ancora non c’è come vorremmo.

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