Cronaca
domenica 22 febbraio 2026
Trovati morti in tenda ad Ascoli Piceno, lei era incinta
newsEra incinta Alejandra Nigrotti, 29 anni, la donna trovata morta insieme al compagno Evandro Maravalli, 32 anni, in una tenda allestita sul greto del fiume Tronto, nei pressi del cimitero di Ascoli Piceno. Secondo l’ipotesi investigativa al momento privilegiata, i due sarebbero rimasti vittime delle esalazioni di monossido di carbonio prodotte da una stufa utilizzata per riscaldarsi durante la notte.
Il ritrovamento è avvenuto nella mattinata di sabato, con i corpi vegliati per ore dal cagnolino della coppia.
La tragedia ha colpito una comunità incredula: Alejandra, di origine colombiana, ed Evandro, di origine brasiliana, erano descritti come persone solari e sorridenti nonostante una situazione di fragilità economica.
La coppia si era rivolta agli uffici comunali alla fine di ottobre per segnalare le proprie difficoltà ed era stata presa in carico dai servizi sociali, anche in considerazione dello stato di gravidanza della donna.
Il Comune ha ricostruito il percorso di assistenza attivato: inizialmente Alejandra aveva rifiutato un alloggio, poi aveva accettato una sistemazione temporanea in strutture ricettive fino al 5 dicembre, quando era stata accolta gratuitamente al Centro Accoglienza Vita di Ascoli, nel Villaggio Santa Marta, con rinnovo dell’ospitalità lo scorso 10 febbraio e contatti costanti con i servizi.
Il compagno, disoccupato, aveva dichiarato di trovare una sistemazione autonoma e risultava ospite presso un amico comune, circostanza verificata più volte dagli operatori sociali.
Nonostante questo quadro, nella notte tra venerdì e sabato la coppia ha trascorso la notte nella tenda nel quartiere Borgo Solestà, dove è avvenuto il decesso.
La Procura di Ascoli Piceno ha aperto un fascicolo per accertare le cause della morte dei due giovani e del bambino che Alejandra portava in grembo, disponendo l’autopsia.
Solo l’esame medico-legale potrà confermare se la causa sia stata l’intossicazione da monossido di carbonio sprigionato dalla stufetta a legna.
Nel frattempo sui social sono comparsi numerosi commenti critici nei confronti delle istituzioni.
L’amministrazione comunale ha replicato fornendo il dettaglio degli interventi svolti dai servizi sociali, sottolineando come la vicenda rappresenti «un tragico epilogo che ha colpito profondamente l’intera comunità»