Cronaca

giovedì 26 febbraio 2026

Trapianto fallito a Bolzano, nuove tensioni in sala operatoria: emergono criticità e testimonianze choc

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Trapianto fallito a Bolzano, nuove tensioni in sala operatoria: emergono criticità e testimonianze choc

Mentre prosegue all’ospedale di Bolzano l’attività degli ispettori inviati dal Ministero della Salute per acquisire la documentazione sul trapianto cardiaco fallito, emergono nuovi elementi sulle delicate fasi dell’espianto.

Secondo quanto riportato da Corriere della Sera, La Repubblica e dal quotidiano Alto Adige, in sala operatoria si sarebbero verificati momenti di forte tensione, indiscrezioni confermate anche all’ANSA.

Il Dipartimento prevenzione sanitaria e salute di Bolzano ha comunicato agli inquirenti di Napoli che durante l’intervento sono emerse significative criticità operative a carico del team di prelievo proveniente da Napoli. 

A complicare la situazione sarebbero state anche difficoltà di comunicazione tra l’équipe napoletana e quella di Innsbruck, avvenute in lingua inglese. 

Gli investigatori dovranno chiarire se tali criticità siano state effettivamente trasmesse ai medici che avrebbero poi dovuto effettuare il trapianto sul piccolo paziente a Napoli, in particolare riguardo al drenaggio insufficiente durante la fase di perfusione e all’intervento correttivo effettuato dal team austriaco.

Resta centrale anche la questione del ghiaccio aggiunto a Bolzano e del rispetto dei protocolli previsti. 

Su questo punto gli inquirenti mantengono il massimo riserbo, mentre l’analisi dei telefoni sequestrati potrebbe fornire risposte solo parziali.

Agli atti dell’inchiesta della Procura di Napoli sono state depositate le testimonianze di tre infermieri presenti in sala operatoria al momento dell’arrivo del cuore al Monaldi. 

Secondo quanto riferito, l’organo appariva completamente congelato. 

I sanitari avrebbero tentato di scongelarlo prima con acqua fredda, poi tiepida e infine calda, senza riuscire a ripristinarne le condizioni.

La decisione di procedere comunque con il trapianto sarebbe stata presa dal cardiochirurgo Guido Oppido, “per assenza di alternative”. 

Le dichiarazioni dei tre infermieri aprono un nuovo squarcio sulle drammatiche fasi del pomeriggio del 23 dicembre scorso, evidenziando una catena di eventi segnata da criticità operative, comunicative e procedurali che ora saranno al centro delle verifiche giudiziarie.

(immagine di repertorio)

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