Cronaca
mercoledì 04 febbraio 2026
Sicurezza sul lavoro nelle Marche, il 2025 chiude con morti e infortuni in aumento
newsIl 2025 si chiude con un bilancio pesante per la sicurezza sul lavoro nelle Marche. I dati definitivi Inail confermano un peggioramento rispetto al 2024, con un aumento significativo dei decessi, delle denunce di infortunio e delle malattie professionali.
Il dato più allarmante riguarda gli infortuni mortali: si passa da 22 casi del 2024 a 31 nel 2025, con un incremento del 40,9%.
La maggior parte delle morti è avvenuta nei luoghi di lavoro (27 contro 15 nel 2024), mentre calano quelle in itinere (4 contro 7).
Dei 31 decessi, 27 si sono verificati nei settori industria e servizi e 4 in agricoltura.
La provincia più colpita è Macerata (11 vittime), seguita da Pesaro (6), Ancona e Ascoli Piceno (5 ciascuna) e Fermo (4).
A livello nazionale, l’aumento è molto più contenuto: da 1.090 a 1.093 morti (+0,3%), molto inferiore rispetto all’incremento marchigiano.
«Il dato marchigiano è particolarmente preoccupante – dichiara Luca Talevi, segretario regionale della CISL Marche – perché evidenzia un aumento delle morti sul lavoro ben più marcato della media nazionale. Non possiamo accettare che il lavoro continui a essere un luogo di rischio estremo».
Anche le denunce di infortunio risultano in aumento, passando da 16.676 nel 2024 a 16.889 nel 2025 (+1,3%).
Crescono sia le denunce in occasione di lavoro (da 13.897 a 14.074) sia quelle in itinere (da 2.779 a 2.815).
Tra i settori più colpiti spiccano industria e servizi (da 13.014 a 13.255 denunce) e pubblica amministrazione, in particolare la sanità (da 2.751 a 2.829). L’agricoltura registra un calo degli infortuni (da 911 a 805).
Dal punto di vista demografico, il 65,4% delle denunce riguarda uomini e il 34,5% donne, mentre crescono del 9,2% le denunce di lavoratori provenienti da Paesi extraeuropei.
Oltre un terzo degli infortuni coinvolge lavoratori con più di 50 anni, evidenziando l’impatto dell’invecchiamento della forza lavoro.
Sul piano territoriale, Fermo è l’unica provincia in controtendenza, con un calo degli infortuni (da 1.359 a 1.316), mentre tutte le altre registrano aumenti: Ancona (da 5.641 a 5.750), Ascoli Piceno (da 2.196 a 2.221), Macerata (da 3.528 a 3.545) e Pesaro (da 3.963 a 4.057).
Le malattie professionali salgono da 7.725 a 7.987 casi (+3,4%), con aumenti in tutti i comparti: industria e servizi (da 7.088 a 7.342), agricoltura (da 590 a 596) e pubblica amministrazione, in particolare sanità (da 47 a 49).
Sul piano provinciale, crescono le denunce ad Ascoli Piceno (da 809 a 982), Fermo (da 919 a 974) e Pesaro (da 1.880 a 2.020), mentre calano ad Ancona (da 1.729 a 1.656) e Macerata (da 2.388 a 2.355).
In aumento le patologie osteo-muscolari e del sistema respiratorio, in calo i casi di tumori.
«Il 2025 conferma un andamento negativo – conclude Talevi – che richiede un rafforzamento dell’azione sindacale nei luoghi di lavoro, con il massimo coinvolgimento degli Rls e Rlst. Serve un impegno condiviso su formazione, prevenzione e incremento dei controlli. Il 2026 deve diventare l’anno della prevenzione, con un calo deciso degli infortuni e la diffusione di una cultura della sicurezza come bene comune tra imprese e lavoratori».