Cronaca
giovedì 22 gennaio 2026
Sanità, le competenze si muovono verso il paziente: intervento multidisciplinare all’ospedale di Urbino
newsNon è più il paziente fragile a doversi spostare per raggiungere le eccellenze sanitarie, ma sono le competenze mediche a muoversi all’interno del territorio.
A poche settimane dalla costituzione del nuovo Dipartimento Chirurgico dell’AST Pesaro Urbino, l’ospedale di Urbino è stato protagonista di un intervento multidisciplinare che rappresenta uno dei primi esempi concreti di collaborazione intra-aziendale tra le diverse realtà professionali della provincia, oggi riunite sotto un unico coordinamento chirurgico.
«Il nuovo assetto organizzativo – spiega il direttore generale Alberto Carelli – consente di spostare professionisti e competenze verso il paziente, garantendo standard di eccellenza anche in situazioni di emergenza e a tutela dei cittadini delle aree interne. È una delle prime e più significative testimonianze del superamento dei vecchi confini tra le ex aziende sanitarie, a favore di una reale integrazione dei percorsi di cura».
L’intervento ha riguardato un uomo di 67 anni di Urbania, ricoverato in Medicina Interna a Urbino per una polmonite.
Durante la degenza è stata diagnosticata la presenza di un adenoma della paratiroide destra, ma il peggioramento del quadro clinico ha reso necessario il trasferimento in Rianimazione.
L’impossibilità di spostare il paziente verso altre strutture ha portato all’attivazione immediata del nuovo Dipartimento Chirurgico.
Il direttore della Rianimazione, dottor Brancaleoni, ha coordinato l’intervento coinvolgendo il Dipartimento diretto dal dottor Alberto Patriti.
Il chirurgo specialista Luigi Goffi, responsabile della UOSD di Chirurgia Vascolare dell’ospedale San Salvatore di Pesaro, ha raggiunto Urbino e, insieme al direttore della Chirurgia Generale di Urbino Alessandro Contine, ha eseguito una paratireoidectomia nel blocco operatorio del nosocomio urbinate.
«L’integrazione del personale e delle competenze – conclude Carelli – sta rendendo l’ospedale di Urbino un perno sempre più solido della rete sanitaria provinciale, rafforzando la tutela della salute nei territori che necessitano di maggiore prossimità dei servizi».
Determinante per il buon esito dell’operazione è stata la collaborazione tra le diverse équipe coinvolte, in particolare il personale medico e infermieristico della UOC di Anestesia e Rianimazione e del Blocco Operatorio di Urbino, oltre alle strutture di Otorinolaringoiatria e di Anatomia Patologica, che hanno garantito la trachotomia e l’esame estemporaneo intraoperatorio, passaggi fondamentali per la riuscita dell’intervento.