Cronaca
sabato 11 aprile 2026
Sacche di plasma nelle Marche, AOU chiarisce i dati: “323 unità non idonee, nessuna criticità strutturale”
newsSi accende il dibattito nelle Marche sul caso delle sacche di plasma non utilizzate, con l’Azienda ospedaliero universitaria delle Marche (AOU) che interviene per chiarire i dati relativi all’attività dell’Officina Trasfusionale.
Secondo la tabella fornita dal Centro Regionale Sangue, riferita al periodo critico di inizio marzo 2026, risultano 323 unità non idonee all’utilizzo clinico, 932 destinate alla ricerca e 379 conferite all’industria farmaceutica.
La comunicazione arriva dopo le richieste di chiarimento avanzate dal consigliere regionale Antonio Mastrovincenzo, che aveva denunciato “risposte evasive” sull’esatto numero di sacche inutilizzabili anche nei periodi precedenti.
L’AOU ribadisce invece che tutti i dati sono stati tracciati e classificati correttamente, nel rispetto degli standard vigenti.
L’azienda sottolinea che le criticità registrate in alcuni giorni sarebbero riconducibili esclusivamente a aspetti organizzativi temporanei, escludendo problemi strutturali o carenze di personale.
«L’intero volume di attività è stato puntualmente monitorato – evidenzia l’AOU – garantendo controllo, trasparenza e qualità nel rispetto di donatori e pazienti».
Nel dettaglio, l’attività trasfusionale si basa su un sistema di tracciabilità completa e criteri rigorosi di sicurezza, che prevedono la classificazione di ogni unità raccolta in base alla destinazione: uso clinico, ricerca o industria farmaceutica.
«Non esistono numeri incerti – precisa l’azienda – ma diverse categorie tecniche, tutte regolarmente registrate e verificabili».
L’Officina Trasfusionale gestisce ogni anno oltre 100mila unità di sangue, operando in un contesto complesso in cui una quota di materiale non destinato all’uso clinico è considerata fisiologica e coerente con i protocolli di qualità dei sistemi sanitari avanzati.
L’AOU ribadisce infine il valore etico del sangue raccolto, sottolineando come ogni unità venga gestita con la massima responsabilità, anche nei casi in cui non sia idonea all’utilizzo clinico.