Cronaca
mercoledì 28 ottobre 2026
Ricostruzione post sisma nelle Marche, Castelli: "Domani incontrerò il prefetto anti-mafia Gambacurta"
newsSalvaguardare i circa 400 cantieri interessati dall’inchiesta sulle infiltrazioni criminali nella ricostruzione post sisma nelle Marche e tutelare la filiera dell’edilizia, riducendo i rischi di illegalità, con particolare attenzione ai subappalti. Sono queste le priorità indicate dal commissario straordinario alla ricostruzione 2016, Guido Castelli, che ha annunciato un incontro con il prefetto Stefano Gambacurta, responsabile della Struttura per la prevenzione antimafia. L’appuntamento è previsto per domani ed è stato annunciato a Muccia, in provincia di Macerata, durante un Consiglio regionale dedicato alla ricostruzione.
Castelli ha sottolineato la necessità di conciliare il rispetto della legalità con la continuità delle attività nei cantieri. «In tre anni e mezzo, con i presidenti di Regione, non abbiamo mai perso di vista l’obiettivo di aumentare legalità e sicurezza nei cantieri», ha dichiarato, ricordando l’attenzione mantenuta sui controlli nonostante la vastità del cratere sismico.
Nel ripercorrere le misure adottate, il commissario ha citato la digitalizzazione dei processi di ricostruzione, avviata nel marzo 2023, e il protocollo con l’Anac del luglio dello stesso anno per la verifica preventiva delle determine relative alla ricostruzione privata. A marzo 2024 è stato introdotto il sistema Gedisi in interoperabilità con Prefettura, strutture antimafia e gruppi interforze di prevenzione. Tra gli altri provvedimenti ricordati figurano il divieto di subappalto a cascata, introdotto nel settembre 2024, e il badge di cantiere, previsto da gennaio 2025.
Castelli ha inoltre rivendicato l’intervento sul meccanismo delle anticipazioni legate ai Sal, gli stati di avanzamento lavori, riferendo di aver interrotto il sistema che consentiva anticipazioni fino al 30% a inizio cantiere. Secondo il commissario, in alcuni casi i lavori partivano senza poi proseguire regolarmente.
Un altro punto riguarda l’accesso delle imprese all’anagrafe degli esecutori del Ministero dell’Interno. Secondo Castelli, alcune aziende sospettate di legami con ambienti criminali sarebbero riuscite a entrare nel sistema attraverso meccanismi fraudolenti, eludendo i controlli. Il commissario ha riconosciuto il ruolo dell’autorità giudiziaria nell’emersione degli elementi investigativi: «La procura ha potuto vedere ciò che in sede amministrativa non si può. Ringraziamo la magistratura».
L’incontro con il prefetto Gambacurta sarà quindi l’occasione per valutare ulteriori strumenti di prevenzione e contrasto alle infiltrazioni, con l’obiettivo di proteggere la ricostruzione, garantire la legalità e limitare le ricadute sulle imprese e sui cantieri coinvolti.